Al Dolphin Hotel

Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino.
 
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 ( vi riporterò sulla retta via )

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niabi

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mar Apr 22, 2008 3:51 pm

Secondo me si sta girando intorno allo stesso concetto.
Io Dott ho rispetto dell'arte, anche di quella che non mi attraversa, ma la ricerco e fortunatamente la trovo in parametri anche personali perchè molti artisti, sempre a mio avviso e per le osservazioni fatte anche da Giosp, con l'arte non hanno nulla a che fare e per il discorso che hai fatto anche tu sull'abuso che si fa oggi del termine.
Vorrei solo che l'arte, e neanche io ho parlato di maglione blu o rosso, andasse oltre un critico, oltre la critica.

dotterel ha scritto:
Una persona competente è una che avendo la fortuna di possedere un grande cervello si applica tutta la vita in un determinato campo.

A volte questo è anche il segnale di una forte chiusura.

dotterel ha scritto:
Tutta l’arte con la a maiuscola dà molto di più di una semplice emozione, e quando nei tuoi interventi e in quelli di Nia vedo ridotta con questa parola la portata del messaggio artistico mi piglia la desolazione.

Parlo per me... non riduco l'arte a un'emozione, non intendevo passasse questo.
Ma non mi va che l'arte venga ridotta alla sola pittura o racchiusa nei parametri di un critico.
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Dot

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mar Apr 22, 2008 4:47 pm

Nia scrive:

Ma non mi va che l'arte venga ridotta alla sola pittura o racchiusa nei parametri di un critico


Domanda: come si dovrebbe procedere secondo te alla selezione? Chi e come dovrebbe farlo?
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il_corvo

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mar Apr 22, 2008 5:23 pm

... a parte che devo ancora capire se per Dotty il cinema e la fotografia non possano mai, in nessun caso, essere catalogati come arte??!!??

NOn è che perchè chiunque può prendere un apparecchio e scattare una bella fotografia questo precluda ad un artista di vedersi negata la propria opera solo perchè non ha usato tela e pennelli...

Mah!!! Non capisco, ma come dicevo sono un povero ignorantello.
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Giosp

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mar Apr 22, 2008 6:59 pm

Troppo buona Dott, un post così lungo tutto per me!
Credo che però sia il caso di chiarire qualche punto:

dotterel ha scritto:
Tutta l’arte con la a maiuscola dà molto di più di una semplice emozione, e quando nei tuoi interventi e in quelli di Nia vedo ridotta con questa parola la portata del messaggio artistico mi piglia la desolazione. Se fossi brava come i critici citati da me prima, o come Gombrich, sarei in grado di spiegare in che cosa consiste il messaggio artistico, invece posso solo dire che contribuisce all’arricchimento spirituale di una persona, sia essa religiosa o meno. Stiamo parlando di una sfera delicata, intima, di un caso in cui una persona avverte un’unione di anime tra lui e l’artista, vivo o morto da secoli che sia, altro che:


proabilmente l'artista non voleva nemmeno comunicare delle emozioni.

Supponiamo che, in via del tutto ipotetica (ma neanche troppo), nel 1322 (anno a caso) tale Don Cuccolo della Zozzonia, di famiglia nobile da generazioni, commissioni al Tamarindo Ceo, affermato artista di cui si parla in tutti i libri di storia dell'arte del ventunesimo secolo, un quadro che mostri ai suoi illustri ospiti la ricchezza delle lande di sua proprietà. Devi sapere che al Tamarindo Ceo questo Don Cuccolo gli sta antipatico da morire, per di più odia quella zona di mondo e non vede l'ora di trasferirsi in Irlanda. In ogni caso, quello è il suo lavoro e, con la dedizione e l'impegno necessarii (toh guarda ci metto pure due i) svolge il suo compito e realizza il quadro in maniera perfetta. Don Cuccolo lo guarda, soddisfatto, paga il Tamarindo Ceo e appende il quadro nel suo salotto accanto a una testa di cervo impagliata.
Fine della storiella. Dunque il Tamarindo Ceo non voleva comunicare proprio niente se non le sembianze di quelle lande, ha svolto il suo lavoro freddamente e quasi quasi pure di malavoglia.
Domanda: è arte?

Allora, pure a me piace quest'idea che ci sia un'unione di anime, un arricchimento spirituale e aspirazioni che spingano a elevare un artista eccetera eccetera. Però sta di fatto che l'arte può non unire anime e rimane arte, una schifezza sarà stata fatta con l'intento di elevare un artista ma schifezza è e schifezza rimane.
Altrimenti siamo tutti artisti e io ESIGO di essere studiato in letteratura italiana in tutte le scuole superiori entro 15 anni a partire da oggi.

dotterel ha scritto:
In sostanza, pur senza sminuire il valore artistico di quelle opere, chi ha deciso che quelle opere passassero alla storia?


Dipende. Il genio di Michelangelo fu subito apparente e quello di Van Gogh no, ma alla fine sono esposte le opere di ambedue. A volte ci vuole tempo.

Bene. Ma la domanda non era quando ma chi.

dotterel ha scritto:
Ecco, improvvisamente “non si discute”. Perché no? Perché i critici d’arte di cui non hai fiducia hanno deciso in questo modo? O perché piace a te personalmente? Posso informare i direttori dei vari musei che espongono tele di Picasso che giosp dà il suo assenso? Scusa se ti prendo in giro, ma è per farti notare che questa è la conseguenza di certi discorsi fatti in maniera leggera.

Non mi sono dilungato su Picasso perché la discussione non verte su Picasso, quello è un nome a caso. Il "non si discute" è riferito al fatto che siamo tutti d'accordo che Picasso è stato un artista, così come non stiamo a discutere riguardo a Michelangelo o Van Gogh. Ma se hai piacere, discutiamone, che problema c'è? Picasso sapeva dipingere? Forse che sì, forse che no...
In qualsiasi caso i direttori dei musei nel loro museo possono esporre quello che gli pare, nel mio non troveresti certo quadri cubisti. Che fai, me lo fai saltare in aria, il mio museo?

E poi non si tratta di fiducia o non fiducia nei critici d'arte. Si tratta di pensare. Tu continui a citare Croce. Ma si può sapere chi stracazz'è Croce? Un filosofo. Embè? Ha studiato l'estetica. Embè?
La sua opinione è la sua opinione, e per me la sua opinione in confronto alla mia non vale un fico secco.
O siccome non abbiamo le competenze necessarie non possiamo pensare? E allora che stiamo lì a discutere se Lega o non Lega, Destra o Sinistra, Veltroni o Berlusconi? Facciamo pensare a chi è più competente. E già che ci siamo facciamoci fare una lobotomia, tanto c'è sempre chi è più competente di noi su qualcosa, no?
I libri di storia dell'arte ci sono. Bene. Sono scritti da persone competenti. Bene. E allora? Siccome ci sono già loro io non posso avere la mia idea? Preferisco avere un'idea sbagliata che non avere nessuna idea perché lascio che gli altri pensino al posto mio.
Poi, è chiaro, cerco di farmi un'idea più completa possibile, cerco di prendere in esame le varie componenti eccetera. Avrò i miei limiti perché non posso fare questo 24 ore su 24 e perché non conosco a memoria tutta l'arte dal principio del mondo a ora. Non tiro conclusioni random ma cerco di giustificarle con qualcosa di più del "mi piace" "non mi piace" (anche perché se fosse per i miei gusti il 99% dell'arte scomparirebbe... però è arte, anche se non mi piace). Non sarà l'idea perfetta, la verità assoluta, ma è la mia idea, l'ho sviluppata io col mio cervello.
È una bella soddisfazione farsi un'opinione. Ti consiglio di provarci, ti accorgerai che ti piacerà di più quanto dice Croce o chiunque altro.
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niabi

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mar Apr 22, 2008 11:48 pm

dotterel ha scritto:
Domanda: come si dovrebbe procedere secondo te alla selezione? Chi e come dovrebbe farlo?

Risposta (che so per certo non ti soddisferà!):

dunque... "selezione" visto che si sta parlando di arte non mi pare il termine adatto, perchè neanche il critico allora fa selezione o, meglio, la fa solo su quello che conosce e che a lui è già noto.
Poi certo, procede per competenza ma anche per gusto personale, non puoi negarlo.

Alla tua seconda domanda non sono in grado di rispondere, ma continuo a sostenere che arte non è solo quello che passa dalla critica, quindi non rispondo di certo: il critico!
Per me il punto importante è questo.
Arte è anche quella che resta per varie ragioni sconosciuta e non comprende assolutamente solo la pittura e la scultura.

Ho acquistato qualche estate fa, su una bancarella a Narbonne, un quadro di un artista francese sconosciuto. E ho usato apposta questo termine.
Ho provato quella sintonia che hai descritto anche tu, con il quadro.

Ci fosse stato un quadro super svenduto di qualche esponente della bad painting non l'avrei neanche preso in considerazione, pur rispettando il fatto che sia riconosciuta come arte... ma il mio soggettivo conterà pur qualcosa, no?

Non sono un'esperta, è vero, però frequento mostre, m'informo... cerco di cogliere, anche in fotografia, il messaggio racchiuso in un'immagine... l'istante, il pensiero, il momento storico che si respira ad esempio in alcune opere ma è anche il mio personale soggettivo che fa la selezione.
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melitta

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 23, 2008 12:54 am

Secondo me avete detto tutti cose interessanti, e anche largamente condivisibili. Ho l'impressione che le posizioni non siano inconciliabili come possono apparire, dal momento che io (rappresentante della categoria "casalinghe di Voghera" cyclops ) mi trovo d'accordo con quasi tutto ciò che è stato detto finora.

Molto semplicisticamente, penso che chi ha studiato per trent'anni storia dell'arte abbia più titoli (oppure, detto in altri termini, "un maggior numero di prerequisiti culturali") per capire la differenza tra un'opera d'arte e una patacca. E' però altrettanto vero che il gusto personale può spingere una persona a innamorarsi di una patacca, a considerarla un capolavoro, ad emozionarsi ogni volta che la ammira: è un suo diritto, ha ragione a pensarla così e, contento lui, contenti tutti Smile . W la libertà di amare ciò che ci piace! W la libertà di avere un'opinione personale!

A questo punto vorrei proporvi un caso, diciamo così, "clinico" alien .
Alcuni anni fa alla Biennale di Venezia venne portata da Marchel Duchamps una porta scrostata, cadente e molto malridotta, che secondo lui aveva profonde valenze artistiche, filosofiche ecc. ecc. I selezionatori della Biennale evidentemente gliele riconobbero, dal momento che autorizzarono l'autore ad esporre questa opera d'arte. E qui accade l'imponderabile Twisted Evil . In fase di allestimento della mostra, una squadra di operai, trovando nella sala questa porta tutta ammaccata, non la videro come "opera d'arte", ma come una normalissima porta squinternata. E cosa fecero? La rasparono, la lisciarono, la riverniciarono e la fecero nuova fiammante! Adesso sì che era una bella porta! beer
La faccenda finì sulle pagine dei giornali. Io naturalmente mi spanciai dalle risate (e come me, credo, la totalità dei veneziani gemellati con le casalinghe di Voghera); ma ora vi giro la patata bollente: chi aveva ragione? Duchamps e i selezionatori della Biennale, oppure la squadra di operai?

baci baci,
Melitta
sick

P.S. A proposito di critici acclamati ed eminenti esperti di storia dell'arte, ve lo ricordate il caso delle Teste di Modigliani? Ridiamoci su, ragazzi Laughing : ridere allunga la vita farao .
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 23, 2008 10:33 am

Il fatto è che non si discute solo da ora sulla soggettività dell'arte oppure sul suo essere arte in sé e per sé.
Vorrei postare il link a un articolo di un blog trovato in rete, ma non se se è possibile.
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 23, 2008 10:35 am

@melitta: sia tu che niabi usate l’espressione “gusto personale”, ma “gusto” non è secondo me il termine più adatto. In un’opera, o l’arte c’è o non c’è, al di là dei gusti personali. Ed è per quello che, fermi restando l’influenza culturale del proprio tempo , non è un unico critico a decretare che un’opera vale e un’altra no ma, con i limiti dati dallo spirito del tempo, tutti insieme. Nel post di prima accennavo al fatto che tutti riconobbero immeditamente la grandezza di Michelangelo. E’ anche vero che con la nascita delle Accademie, per circa duecento anni, si preferì insegnare che erano l’arte di Raffaello e di Tiziano a dover essere imitata. Ma poi è risorto, Michelangelo, e come poteva essere altrimenti? Questo per dire che i condizionamenti dati dall’ideologia che va a braccetto con la storia ( in questo caso gli effetti della controriforma)col tempo si diluiscono e ciò che rimane è quello cha vale.
Se io storico dell’arte sono particolarmente colpito da una tela di un artista, scriverò un saggio sull’opera o sull’artista; siccome anche altri studiosi ne sono stati colpiti anche loro scriveranno a proposito, oppure organizzerò un simposio, o una raccolta di fondi perché l’opera sia restaurata se versa in cattivo stato: in altre parole, intorno all’opera ferveranno azioni, non perché risponde al gusto personale di qualcuno, che quello non basterebbe o sarebbe limitato nel tempo e l’artista in questione presto dimenticato ( cosa che avverrà per fortuna con la marea di pseudo-artisti del giorno d’oggi, che hanno fatto crescere il numero di chi si dedica a queste attività in maniera esponenziale ma senza far aumentare il numero di opere d’arte) , bensì perché contiene quella cosa speciale di cui ho cercato di parlare nei miei post precedenti e che poco ha a che fare con il gusto come lo si intende generalmente. E’ straordinario vedere a quante opere d’arte siano sopravvissute nei secoli nonostante guerre, saccheggi, invasioni, terremoti e altre calamità naturali, come se tutti sapessero che l’arte deve sopravvivere alle vicende umane, per quanto coinvolgenti e vitali per la sopravvivenza, del momento e continuare ad essere fruibile dalle generazioni future.

@ giosp: la tua storiella non sta né in cielo né in terra. Consulta un qualsiasi libro di storia dell’arte nella parte che riguarda il medioevo e scoprirai perché.
Mi chiedi “chi stracazzo è Croce” ( veramente questa volta avevo parlato di Shoenberg ), e ti rispondo nei tuoi stessi termini coloriti: uno con le palle quadrate.

@nia: che ti devo dire…lo so che vai a mostre, ci siamo anche andate insieme, lo so che ti interessi e ti informi e che ami la fotografia. Se il quadro che hai comprato ti arricchisce, se vai a riguardarlo mille volte e ogni volta provi lo stesso piacere magari quell’artista è riuscito a metterci una certa quantità di quel quid di cui sopra. Abbastanza per dare a quel quadro un valore superiore altri oggetti di cui sei circondata.

@ pennut: presto risponderò alla domanda sull’arte in fotografia nel thread aperto da nia-girl. Sai come dicono gli americani quando sta per andare in onda la pubblicità? Watch this space. Dopodiché vorrei partecipare al forum su argomenti meno impegnativi, almeno per un po’, anf anf.
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melitta

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 23, 2008 11:22 am

Sì, Dotty, hai espresso molto chiaramente il tuo pensiero e, come ho detto prima, condivido in buona parte le tue affermazioni. Continuo a rimanere perplessa però su quel "tutti" che secondo te avrebbero la consapevolezza di trovarsi di fronte a un'opera d'arte. Direi che ci sono troppe eccezioni perché la tua regola abbia valore universale. E, in campo scientifico, basta un'unica eccezione a smentire una regola. Francamente, io di eccezioni ne vedo sin troppe. Mi limiterò a citarne tre. Oltre alla porta di Duchamps di cui ho parlato prima, riconosciuta come opera d'arte solo dal suo autore e da un manipolo di critici ma non dai gagliardi operai veneziani, mi viene in mente la messa al bando operata dai nazisti dell'arte cosiddetta "degenerata" (che ora trionfa nelle sale dei più prestigiosi musei del mondo), e ciò che accadde nella Sala degli Sposi affrescata dal Mantegna: quando vi si accampò una guarnigione di soldati, costoro non rimasero estasiati di fronte all'arte del Mantegna, ma utilizzarono le figure dell'affresco come bersaglio ed esercitarono la mira prendendole a fucilate (soprattutto la nana).

E' vero che l'argomento è impegnativo, ma è anche molto interessante leggere questi interventi, e consolatorio pensare che ai giorni d'oggi c'è (per fortuna!) chi si accalora discutendo di arte e non delle quotazioni di un titolo in borsa king .

baci baci,
Melitta
flower
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 23, 2008 12:05 pm

Nia, sono fondamentalmente d'accordo sulla tua posizione, eccetto ciò che riguarda il gusto personale. Intendo: già troppo spesso l'impersonificabile essenza che fa da selettore dell'arte si lascia guidare dal gusto personale dei suoi componenti. Ci sono dei parametri? Credo di sì, altrimenti sarebbe arte un qualsiasi disegno di un bambino giudicato "bello" da sua madre e sarebbe arte anche una mia fotografia scattata in Irlanda perché essendo bella l'Irlanda non può essere che bella una fotografia di.
Ovvio, ognuno può considerare arte quello che vuole in base al gusto personale, però sarebbe bello farsi la propria idea di arte prendendo in considerazione anche quello che non piace ma che è artisticamente valido.
Rimane comunque il fatto che la definizione di arte resterà sempre in parte soggettiva, soprattutto perché in pochi sono disposti a mettere da parte il proprio gusto.

melitta ha scritto:
Molto semplicisticamente, penso che chi ha studiato per trent'anni storia dell'arte abbia più titoli (oppure, detto in altri termini, "un maggior numero di prerequisiti culturali") per capire la differenza tra un'opera d'arte e una patacca. E' però altrettanto vero che il gusto personale può spingere una persona a innamorarsi di una patacca, a considerarla un capolavoro, ad emozionarsi ogni volta che la ammira: è un suo diritto, ha ragione a pensarla così e, contento lui, contenti tutti Smile . W la libertà di amare ciò che ci piace! W la libertà di avere un'opinione personale!

Il problema non sta tanto nell'innamorarsi di una patacca. Se tu trovi al mercato una patacca a 10 euro, te ne innamori e te la porti a casa sei la persona più felice della terra, hai la tua opera d'arte nel salotto, ti senti persino un po' direttrice di un museo... tutti felici!
Il problema sorge quando un'autentica porcheria finisce per essere considerata dai vari "esperti" un'opera d'arte e poi acquista un valore a sei zeri. Sintentizzando, il problema risiede non tanto nell'includere in arte ciò che è dimenticato dal mondo, quanto nel capire se le loro signorie che si ergono a decidere che una qualsiasi cosa è arte hanno preso una decisione accettabile.
Allargo: la maggioranza dell'arte, è se sarà sempre così (purtroppo), viene cancellata dalla storia. Vari fattori intercorrono: la fortuna, le conoscenze giuste, la capacità di gestire il proprio talento... Ci si può fare qualcosa? Per il passato no, per il presente, chi siamo noi? E aggiungerei che, una volta morto, non me ne fregherà più nulla di ciò che sarà scritto nei libri di storia dell'arte, per via di un semplice assioma: morto non pensa.

Piuttosto, torniamo all'argomentazione di Senza. Lei dice che la fotografia non può essere arte, c'è chi dice che può esserlo. Ma discutiamone, pur sapendo che nessuno ha la verità e nessuno è il dio in terra della competenza, basandoci su qualche argomentazione più elevata del mero gusto personale. Poi magari Senza non accetterà l'argomentazione di chi dice che lo è, io non accetterò la sua argomentazione, ma entrambi avremo un'opinione che non si basa sul "mi piace" "non mi piace". Altrimenti la patacca è arte, una foto bella a caso è arte e tutto il mondo è arte.

dotterel ha scritto:
la tua storiella non sta né in cielo né in terra. Consulta un qualsiasi libro di storia dell’arte nella parte che riguarda il medioevo e scoprirai perché.
Mi chiedi “chi stracazzo è Croce” ( veramente questa volta avevo parlato di Shoenberg ), e ti rispondo nei tuoi stessi termini coloriti: uno con le palle quadrate.

Se vuoi cambiamo anno, ma la sostanza è quella e tu non hai risposto alla mia domanda.
Su Croce, ora capisco: dev'essere difficile convivere con lo scroto in fiamme!
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 23, 2008 12:22 pm

Dott, se posso farti io una domanda. Wink

Cosa pensi dell’Arte Sacra?

È arte ed è storia e su questo non discuto assolutamente, anche oggi lo è, ok… però aveva fini “artistici” ben precisi.

La Chiesa commissionava molte opere con lo scopo di educare l’uomo al Cristianesimo e di divulgarlo. Soprattutto le Icone avevano questa funzione, essendo destinate ad un pubblico prevalentemente analfabeta.
E questo si lega anche al discorso che ha fatto Giosp qualche post prima, e cioè che molti artisti eseguivano e basta quello che veniva loro commissionato.
L’Arte quindi apparteneva alla Chiesa, e solo dopo la scissione tra Chiesa d’Oriente e d’Occidente terminata nel 1200 circa ma avviata molto tempo prima, perché in contrasto oltre che su molti aspetti anche sulla ricerca spirituale e artistica, l’Arte è passata all’uomo.

Ho trovato un bel passaggio di Munch, bello anche in riferimento al “suo” L’Urlo, un dipinto molto significativo anche alla luce di ciò.

Non si dipingeranno più interni con gente che legge o donne che lavorano a maglia. Si dipingeranno uomini che vivono, respirano e sentono, che soffrono e che amano… la gente comprenderà che vi è qualcosa di sacro e si toglierà il cappello come fosse in Chiesa.

Comunque, ripeto, non metto in discussione che l’Arte Sacra sia arte… però m’interrogo su molti punti, primo fra tutti la creatività, la libertà di espressione ecc… poi ognuno è figlio del suo tempo e questo credo che per quanto si riesca a guardare avanti e indietro, è comunque un aspetto molto rilevante.

Scusate la solita fretta e se ho scritto qualche strafalcione ma non è semplice affrontare discorsi del genere a spizzichi e bocconi. study

Giosp, uso il termine gusto personale sempre in riferimento a un ambito definito artistico.
Se andiamo a pescare certe cose, allora i disegni della mia nipotina superano tutti, ovvio.
Ed io sarei un’artista nella fotografia. geek
La soggettività cerco di applicarla comunque all’arte… e, come hai scritto tu, cercando di capire perché comunque un’opera per me vale meno, sempre in senso artistico, del disegno di mia nipote.

Vi segnalo questo articolo, l’ho trovato interessante e credo offra molti spunti…

http://www.creativeblog.org/?itemid=98
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 23, 2008 12:53 pm

melitta ha scritto:
A questo punto vorrei proporvi un caso, diciamo così, "clinico" alien .
Alcuni anni fa alla Biennale di Venezia venne portata da Marchel Duchamps una porta scrostata, cadente e molto malridotta, che secondo lui aveva profonde valenze artistiche, filosofiche ecc. ecc. I selezionatori della Biennale evidentemente gliele riconobbero, dal momento che autorizzarono l'autore ad esporre questa opera d'arte. E qui accade l'imponderabile Twisted Evil . In fase di allestimento della mostra, una squadra di operai, trovando nella sala questa porta tutta ammaccata, non la videro come "opera d'arte", ma come una normalissima porta squinternata. E cosa fecero? La rasparono, la lisciarono, la riverniciarono e la fecero nuova fiammante! Adesso sì che era una bella porta! beer
La faccenda finì sulle pagine dei giornali. Io naturalmente mi spanciai dalle risate (e come me, credo, la totalità dei veneziani gemellati con le casalinghe di Voghera); ma ora vi giro la patata bollente: chi aveva ragione? Duchamps e i selezionatori della Biennale, oppure la squadra di operai?

Ignorantia non excusant.
Il dadaismo è un capitolo a parte. Sarò putroppo superficiale in questo momento, facendo solo presente quanto il dadaismo sia una corrente artistica troppo diversa da tutte le altre in quanto non si è mai definita arte ma anti-arte.
Quindi aveva ragione Duchamp.
E aveva ancor più ragione quando prese un urinatoio e stravolse il suo uso, oppure aggiunse baffi e pizzetto alla Gioconda e vi scrisse sotto L.H.O.O.Q. ("lei ha caldo al culo").
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Gio Apr 24, 2008 10:04 am

@ Niabi:
Pur non avendo notizie dettagliate sugli artisti-artigiani prima di Giotto è verosimile pensare che fossero molto religiosi e che quello che la Chiesa commissionava corrispondeva al loro sentire, non dobbiamo modernizzarli e il concetto di libertà d’espressione è moderno relativamente all’arte. Ciò detto non puoi accusare Giotto o Masaccio di non aver permeato affreschi e tempere della loro fantastica personalità, ivi compresi gli avanzamenti in termine di stile ( per es. la solidità e la tridimensionalità delle figure di Giotto, conseguenza di un lento processo che passa anche attraverso Duccio e Cimabue ma che con lui fa un balzo, diciamo) Scrivi giustamente:

poi ognuno è figlio del suo tempo

Perciò nell'arte sacra possiamo tranquillamente inserire anche i grandi nomi.


Scrivi anche:

L’Arte quindi apparteneva alla Chiesa, e solo dopo la scissione tra Chiesa d’Oriente e d’Occidente terminata nel 1200 circa ma avviata molto tempo prima, perché in contrasto oltre che su molti aspetti anche sulla ricerca spirituale e artistica, l’Arte è passata all’uomo.


Beh, in genere si fa coincidere il passaggio dell’arte all’uomo, come credo tu lo intenda, con l’Umanesimo e il Rinascimento.

La citazione di Munch:

… la gente comprenderà che vi è qualcosa di sacro e si toglierà il cappello come fosse in Chiesa

è bella. L'arte come cosa sacra. Che è il concetto sul quale con parole molto meno efficaci ho insistito in questo dibattito.




@melitta: sì, gli episodi relativi alla non comprensione dell’arte che citi sono significativi e come altri fanno pensare che l’apprezzamento estetico presupponga “cultura” intesa non come nozionismo ma come essere in grado di trarre piacere estetico e spirituale, cosa improbabile per i soldati al tempo del Mantegna. Questo dei “tutti” è il punto delicato che fa diventare la discussione sull’arte ideologica e politica. Non ho risposte se non quelle che ho delineato nei post precedenti.
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Ven Apr 25, 2008 4:14 pm

prima di leggere con calma tutto quello che avete scritto ci tengo a proporre a chi m'invita d'approfondire la fotografia per capire tutto il lavoro che ci sta dietro, di provare a dipingere o a scolpire. a meno che non siate la mia amica Elisa, alla quale veniva facile tutto e subito, scoprirete che non solo servono ore per trovare nel proprio animo ( o nel mondo o nel cervello o dove volete, comunque nello stesso posto della fotografia ) quella scintilla ispirazione o quello che è, che servono anche ore per trovare il colore giusto che servono settimane mesi o anni per creare dal bianco della tela ( paragonabile al foglio bianco dello scrittore ) ma che servono anche anni e anni di esercizio, per potersi esprimere, capire il peso cromatico le forze e le tensioni ed i significati.
ah, dimenticavo: non ho la presunzione di poter definire con chiarezza cosa sia l'arte, di sicuro me ne sono interessata abbastanza per poter fare un discorso che esuli dal mio gusto personale, e da quell'emozione che sembra tanto essere per alcuni la sua più tonda definizione.
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melitta

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Lun Apr 28, 2008 1:57 am

Dotterel ha scritto: @"melitta: sì, gli episodi relativi alla non comprensione dell’arte che citi sono significativi e come altri fanno pensare che l’apprezzamento estetico presupponga “cultura” intesa non come nozionismo ma come essere in grado di trarre piacere estetico e spirituale, cosa improbabile per i soldati al tempo del Mantegna. Questo dei “tutti” è il punto delicato che fa diventare la discussione sull’arte ideologica e politica. Non ho risposte se non quelle che ho delineato nei post precedenti."

Ciao Dotty! Una precisazione: il tiro al bersaglio sulle figure affrescate dal Mantegna venne compiuto da soldati napoleonici, non da soldataglia coeva dell'artista. Ignoranti? Euforici? Annoiati? O solo ubriachi? Non so. So per certo che erano invasori, stranieri, occupanti, vincitori. E chi vince il più delle volte saccheggia o distrugge.
Saccheggiarono e distrussero i conquistadores, non riconoscendo arte negli oggetti rinvenuti nei templi aztechi, ma solo materiale prezioso: oro e gemme.
E non esitò il generale da mar Francesco Morosini quando, stringendo d'assedio Atene presa dai Turchi, saputo che costoro avevano ammassato la polvere da sparo nel Partenone (certi che mai nessuno avrebbe osato cannoneggiare tale meraviglia), non esitò a far cannoneggiare il Partenone, radendolo completamente al suolo (ci vollero non so quanti anni di paziente lavoro per rabberciarlo e rimetterlo in piedi come lo vediamo ora). E al suo ritorno a Venezia, il Morosini non fu messo in galera per avere distrutto il Partenone, ma fu portato in trionfo e addirittura eletto doge. Gli venne anche dedicato un campo e a lui è intitolato il collegio navale veneziano. Eppure il crimine commesso contro la sacralità dell'arte avrebbe meritato l'ergastolo...
E non esitarono gli Austriaci, quando occuparono Venezia, a spianare palazzi, chiese, campielli, per ottenere una via larga, comoda, percorribile a piedi da truppe in armi: crearono la Strada Nuova, che corre parallelamente a un buon tratto del Canal Grande, in nome di una ragione poliziesco-politica, che se ne frega al 100 % dei presunti diritti dell'arte a sopravvivere alle guerre e ai secoli.
Nella Seconda Guerra, a Milano gli Alleati bombardarono La Scala, chiese, palazzi...
Insomma, io tutto questo rispetto reverenziale per l'arte non ce lo vedo. Neanche in chi ha tutti i prerequisiti culturali per dimostrarlo. Credo che le aride leggi della politica e dell'economia vincano sul godimento estetico, spirituale e culturale che a noi (poveri idealisti ) sembra un salvifico balsamo contro le offese della vita. Parere personale, eh Crying or Very sad .

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Lun Apr 28, 2008 2:29 am

melitta ha scritto:
Dotterel ha scritto: @"melitta: sì, gli episodi relativi alla non comprensione dell’arte che citi sono significativi e come altri fanno pensare che l’apprezzamento estetico presupponga “cultura” intesa non come nozionismo ma come essere in grado di trarre piacere estetico e spirituale, cosa improbabile per i soldati al tempo del Mantegna. Questo dei “tutti” è il punto delicato che fa diventare la discussione sull’arte ideologica e politica. Non ho risposte se non quelle che ho delineato nei post precedenti."

Ciao Dotty! Una precisazione: il tiro al bersaglio sulle figure affrescate dal Mantegna venne compiuto da soldati napoleonici, non da soldataglia coeva dell'artista. Ignoranti? Euforici? Annoiati? O solo ubriachi? Non so. So per certo che erano invasori, stranieri, occupanti, vincitori. E chi vince il più delle volte saccheggia o distrugge.
Saccheggiarono e distrussero i conquistadores, non riconoscendo arte negli oggetti rinvenuti nei templi aztechi, ma solo materiale prezioso: oro e gemme.
E non esitò il generale da mar Francesco Morosini quando, stringendo d'assedio Atene presa dai Turchi, saputo che costoro avevano ammassato la polvere da sparo nel Partenone (certi che mai nessuno avrebbe osato cannoneggiare tale meraviglia), non esitò a far cannoneggiare il Partenone, radendolo completamente al suolo (ci vollero non so quanti anni di paziente lavoro per rabberciarlo e rimetterlo in piedi come lo vediamo ora). E al suo ritorno a Venezia, il Morosini non fu messo in galera per avere distrutto il Partenone, ma fu portato in trionfo e addirittura eletto doge. Gli venne anche dedicato un campo e a lui è intitolato il collegio navale veneziano. Eppure il crimine commesso contro la sacralità dell'arte avrebbe meritato l'ergastolo...
E non esitarono gli Austriaci, quando occuparono Venezia, a spianare palazzi, chiese, campielli, per ottenere una via larga, comoda, percorribile a piedi da truppe in armi: crearono la Strada Nuova, che corre parallelamente a un buon tratto del Canal Grande, in nome di una ragione poliziesco-politica, che se ne frega al 100 % dei presunti diritti dell'arte a sopravvivere alle guerre e ai secoli.
Nella Seconda Guerra, a Milano gli Alleati bombardarono La Scala, chiese, palazzi...
Insomma, io tutto questo rispetto reverenziale per l'arte non ce lo vedo. Neanche in chi ha tutti i prerequisiti culturali per dimostrarlo. Credo che le aride leggi della politica e dell'economia vincano sul godimento estetico, spirituale e culturale che a noi (poveri idealisti ) sembra un salvifico balsamo contro le offese della vita. Parere personale, eh Crying or Very sad .

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E te pareva? Ovviamente ti quoto.
Pensare che esistono concetti che si autorivelano, così come ancor peggio considerare proprio di elite culturali la capacità, possibilità di riconoscerne la rivelazione, penso sia rischioso, fuorviante.. e crociano. cool4

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Lun Apr 28, 2008 10:51 am

senza ha scritto:
prima di leggere con calma tutto quello che avete scritto ci tengo a proporre a chi m'invita d'approfondire la fotografia per capire tutto il lavoro che ci sta dietro, di provare a dipingere o a scolpire.

Senza, ormai non so più in che salsa dirtelo... tu pensala come vuoi, il mondo è bello perché è vario, però non farmi questi ragionamenti perché vuol dire che non hai capito niente. È inutile che provo a dipingere o a scolpire, non ne sono capace, come non sono capace di fare fotografie ritenibili arte. Smettila di parlare di fotografia come di quello che viene fuori quando un turista qualunque visita Venezia e cerca di includere la ragazza e il campanile di San Marco nella stessa inquadratura mentre lei fa una boccaccia. Stiamo parlando di due cose diverse.
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Lun Apr 28, 2008 12:54 pm

io non so come dirtelo! tutto i lavoro che c'è dietro alla fotografia che tu chiami arte c'è anche dietro al quadro, ma mentre lo scatto è la fine del lavoro, il travaglio di staltro inizia in quel momento. ma tanto, tempi moderni, arte veloce; non capisco perchè i ready made non abbia trionfato; comunque, perchè perdere tempo quando la stessa immagine sipuò creare molto prima? forse eri proprio tu a dire che l'arte segue l'epoca... più persone esigono evidentemente opere che possono raggiungere un pubbico più vasto: foto e cinema, per ottenere quel consenso universale di cui tanto ho parlato ieri allo Psi ( so che non siè capito nulla ma sono in bibblioteca e scrivere con questa tastiera scassata è una tortura )
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mar Apr 29, 2008 6:54 pm

@melitta:
L’umanità ha commesso crimini efferati, perfino contro i neonati. Io non ho detto che alla vista di un’opera d’arte appariva in cielo il dito minaccioso di Dio per proteggere la stessa, ma che sembra invece un miracolo che ad esempio delle tempere minori dell’alto Medioevo esistano ancora, integre. Del resto, nell’esporre il gravissimo fatto del danneggiamento del Partenone causato dai veneziani, scrivi:


E non esitò il generale da mar Francesco Morosini quando, stringendo d'assedio Atene presa dai Turchi, saputo che costoro avevano ammassato la polvere da sparo nel Partenone (certi che mai nessuno avrebbe osato cannoneggiare tale meraviglia),

E perché certi ? Perchè "meraviglia"? Dunque già allora c'era la coscienza a riguardo.
Scrivi anche:

ci vollero non so quanti anni di paziente lavoro per rabberciarlo e rimetterlo in piedi come lo vediamo ora

Non sono abbastanza colta per citare i mille casi di riparazione dei danni e protezione delle opere d’arte, mi viene solo in mente il fervore relativo al ripristino dei libri e degli oggetti danneggiati dall'alluvione di Firenze del ’66. Ma siamo in un’epoca in cui episodi come quello dei soldati napoleonici non sarebbero possibili, l’arte è sorvegliata perché considerata da sorvegliare, la gente in genere è conscia del suo valore. Come ho detto prima, invece, il miracolo consiste nell’immensa quantità di opere d’arte di tutte le epoche e stili che non sono state distrutte o trasformate radicalmente, e, di contro, nel senso di scandalo che è stato provato in passato e ancora proviamo riguardo agli atti di vandalismo.

@sol:
ho trovato su internet il pensiero di A.L. De Castris relativo alla scuola. E’ un pensiero “di classe” e contro una classe. Forse perché non sono più giovane ma non ragiono più in termini ideologici e basta. Nei miei interventi, citando Croce, non ho parlato di un criminale di guerra ma di un filosofo che necessariamente apparteneva al suo tempo e che facendo parte della classe dirigente non poteva che difendere valori di casta. Per fortuna né lui né altri hanno potuto evitare che a seguito di grandi conflitti e grandi sofferenze la classe operaia avanzasse e la storia continuasse il suo corso. All’interno di questo panorama, se Croce o altri pensatori di inizio secolo, idealisti o meno, aiutano a comprendere in che modo l’arte viene fruita, non smetterò di considerarne il pensiero. Perché se dobbiamo eliminare il suo dovremmo eliminare anche quello di tanti pensatori che nei secoli precedenti si sono trovati ad essere nati da famiglie agiate che hanno dato loro un’istruzione. Perché prendersela solo con quelli del primo novecento, solo perché più vicino a noi ? La storia non è una catena in cui ogni periodo è un anello di congiunzione?

Scrivi:

considerare proprio di elite culturali la capacità, possibilità di riconoscerne la rivelazione, penso sia rischioso, fuorviante.. e crociano


Beh, secondo me bisogna distinguere tra il giorno d’oggi e allora. Come ho detto a niabi, come altro si sarebbe potuto fare? In un mondo di contadini e operai intenti a sopravvivere cosa si doveva fare, portare un quadro in piazza, mostrarlo alla gente e chiedere di votare da 1 a 10? E a ben pensarci, perfino oggi è presto per un referendum, tu ti fideresti del giudizio dei tanti che si nutrono dei programmi più idioti della televisione e non aprono mai un libro? Io continuo a trovare un saggio di Erwin Panofsky o uno di Bernard Berenson più illuminanti, e se devo farmi un’idea sul valore di un’opera d’arte, perlomeno me la sarò fatta basandomi sul tanto lavoro svolto da questi ed altri storici dell’arte, detti anche “critici”.
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mar Apr 29, 2008 7:07 pm

dotterel ha scritto:
@melitta:
L’umanità ha commesso crimini efferati, perfino contro i neonati. Io non ho detto che alla vista di un’opera d’arte appariva in cielo il dito minaccioso di Dio per proteggere la stessa, ma che sembra invece un miracolo che ad esempio delle tempere minori dell’alto Medioevo esistano ancora, integre. Del resto, nell’esporre il gravissimo fatto del danneggiamento del Partenone causato dai veneziani, scrivi:


E non esitò il generale da mar Francesco Morosini quando, stringendo d'assedio Atene presa dai Turchi, saputo che costoro avevano ammassato la polvere da sparo nel Partenone (certi che mai nessuno avrebbe osato cannoneggiare tale meraviglia),

E perché certi ? Perchè "meraviglia"? Dunque già allora c'era la coscienza a riguardo.
Scrivi anche:

ci vollero non so quanti anni di paziente lavoro per rabberciarlo e rimetterlo in piedi come lo vediamo ora

Non sono abbastanza colta per citare i mille casi di riparazione dei danni e protezione delle opere d’arte, mi viene solo in mente il fervore relativo al ripristino dei libri e degli oggetti danneggiati dall'alluvione di Firenze del ’66. Ma siamo in un’epoca in cui episodi come quello dei soldati napoleonici non sarebbero possibili, l’arte è sorvegliata perché considerata da sorvegliare, la gente in genere è conscia del suo valore. Come ho detto prima, invece, il miracolo consiste nell’immensa quantità di opere d’arte di tutte le epoche e stili che non sono state distrutte o trasformate radicalmente, e, di contro, nel senso di scandalo che è stato provato in passato e ancora proviamo riguardo agli atti di vandalismo.

@sol:
ho trovato su internet il pensiero di A.L. De Castris relativo alla scuola. E’ un pensiero “di classe” e contro una classe. Forse perché non sono più giovane ma non ragiono più in termini ideologici e basta. Nei miei interventi, citando Croce, non ho parlato di un criminale di guerra ma di un filosofo che necessariamente apparteneva al suo tempo e che facendo parte della classe dirigente non poteva che difendere valori di casta. Per fortuna né lui né altri hanno potuto evitare che a seguito di grandi conflitti e grandi sofferenze la classe operaia avanzasse e la storia continuasse il suo corso. All’interno di questo panorama, se Croce o altri pensatori di inizio secolo, idealisti o meno, aiutano a comprendere in che modo l’arte viene fruita, non smetterò di considerarne il pensiero. Perché se dobbiamo eliminare il suo dovremmo eliminare anche quello di tanti pensatori che nei secoli precedenti si sono trovati ad essere nati da famiglie agiate che hanno dato loro un’istruzione. Perché prendersela solo con quelli del primo novecento, solo perché più vicino a noi ? La storia non è una catena in cui ogni periodo è un anello di congiunzione?

Scrivi:

considerare proprio di elite culturali la capacità, possibilità di riconoscerne la rivelazione, penso sia rischioso, fuorviante.. e crociano


Beh, secondo me bisogna distinguere tra il giorno d’oggi e allora. Come ho detto a niabi, come altro si sarebbe potuto fare? In un mondo di contadini e operai intenti a sopravvivere cosa si doveva fare, portare un quadro in piazza, mostrarlo alla gente e chiedere di votare da 1 a 10? E a ben pensarci, perfino oggi è presto per un referendum, tu ti fideresti del giudizio dei tanti che si nutrono dei programmi più idioti della televisione e non aprono mai un libro? Io continuo a trovare un saggio di Erwin Panofsky o uno di Bernard Berenson più illuminanti, e se devo farmi un’idea sul valore di un’opera d’arte, perlomeno me la sarò fatta basandomi sul tanto lavoro svolto da questi ed altri storici dell’arte, detti anche “critici”.

Be' non so che hai potuto leggere di De Castis su internet credo meriti maggiore considerazione però.

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 30, 2008 1:18 am

Sai, Dotty, io penso che esistano vari modi di approcciarsi all'arte. E secondo me questi atteggiamenti possono essere disposti in una sorta di continuum che va dal cinico Morosini cannoneggiatore del Partenone, fino all'estremo opposto, dove possiamo grossolanamente collocare chi sperimenta la sindrome di Stendhal (stato confusionale provocato da eccessiva esposizione alla bellezza).

Esistono quelli che l'arte la amano davvero, che la studiano, approfondiscono, seguono le mostre, si appassionano ai dibattiti sulle nuove correnti, e all'interno dei musei vivono momenti di autentica beatitudine. Probabilmente a molti di loro l'arte si autorivela.

Esistono però anche quelli che seguono l'arte solo per non sentirsi malgiudicati all'interno della loro cerchia di amicizie: anche costoro vanno alle mostre, guardicchiano senza in realtà "vedere" nulla, fanno commenti per lo più insensati, ed escono da lì esattamente come sono entrati (elettroencefalogramma quasi piatto). Però comperano molti cataloghi, molti souvenir, in modo da dimostrare che frequentano i circuiti intellettuali. Sono, in un certo senso, dei benefattori.

Ci sono poi quelli che considerano più emozionante un piatto di lasagne che un giro all'Accademia o agli Uffizi. Non andrebbero a una mostra manco con una pistola puntata sulle reni; ed è un bene che non ci vadano, perché sarebbero capaci di scrivere "W il Milan", "Paolo ama Annuccia" o "Giovanni è stato quì" (con l'accento) anche su una tela del Tiziano. Per questo le sale dei musei sono sorvegliate, perché purtroppo ogni tanto qualcuno di loro si intrufola là dentro e fa (o farebbe) malanni.

Esiste però un'altra categoria, assai ben rappresentata: quella che considera l'arte solo un business. E non mi riferisco ai galleristi o ai battitori di aste o ai creatori di artisti fasulli o agli autori di bugiarde expertise (tutta gente che comunque di arte si intende): ma agli amministratori pubblici. Essendo l'Italia un paese del Bengodi per gli amanti dell'arte, costoro tutelano il patrimonio artistico della loro città non per amore dell'arte in sé, ma per amore dell'indotto che dall'arte deriva. Perché se la tal chiesa va in rovina, il tal museo ospita opere troppo malridotte, il tal crocefisso di Cimabue non viene rimesso a nuovo, la tal Basilica di Assisi non viene risistemata al più presto dai danni patiti con il terremoto, arriveranno meno turisti appassionati d'arte, e gli albergatori piangeranno miseria, i ristoratori si strapperanno i capelli dalla disperazione, i venditori di carabattole voteranno per un altro partito, e il sindaco non verrà rieletto. A costoro l'arte non si autorivela; si autorivela invece la lista dei pullmann carichi di turisti che si sono prenotati per il periodo della mostra. Per costoro, esporre il crocefisso di Cimabue o la salma di Padre Pio è esattamente la stessa cosa: infatti entrambi verranno restaurati con identica cura certosina.

Ragionamento freddo e materialista, il mio. Ma le cose non sono come si vorrebbero; e che il motore del mondo non sia l'appagamento spirituale, bensì il vile denaro, lo si è capito ben prima che nascessi io farao .
Forse è per questo che sono così triste? Crying or Very sad

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MessaggioTitolo: vil denaro, utile denaro   Mer Apr 30, 2008 9:55 am

Vero melitta, la tua analisi delle categorie di fruitori dell’arte è arguta, ma forse un tantino schematica. Al mio idealismo contrapponi una visione che considero pessimistica, e probabilmente in medium stat virtus. All’interno della categoria degli amministratori ( che in particolare in Italia non brillano per cultura e riflettono la situazione di un Paese che rispetto al nord Europa è, con tutte le virtù dei suoi abitanti, ignorantello) persone con l'animo da mecenate di un Lorenzo de' Medici non ve ne saranno, ma ci possono essere dei singoli che appartengono alla prima categoria da te menzionata. Possiamo parlar male di Sgarbi ad esempio ma la sua passione è innegabile. Inoltre il denaro è vile ma utile, se un grande istituto finanziario sponsorizza il restauro di un’opera a me cosa importa cosa ne pensano i suoi singoli dirigenti dell’iconologia rinascimentale? Io cerco di vedere le cose in una prospettiva non di cinquanta o cento anni ma storica e mi auguro vivamente che in futuro , chissà quando, l’arte sarà apprezzata nel profondo dalla maggior parte delle persone.
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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 30, 2008 12:26 pm

dotterel ha scritto:
l’arte sarà apprezzata nel profondo dalla maggior parte delle persone.

Dot il problema, continuo a dirti, che queste affermazioni sottendono l'idea che esista UN'Arte.
Tale da attribuire a qualcuno il Potere della definizione estetica; niente di diverso da una posizione di Potere morale che idealmente rappresenti lo Spirito del Tempo.
Perdonami io vedo passi indietro enormi, una restaurazione prenietzchiana, premarxista preoccupante. Che probabilmente ben motiva lo stato delle cose: la spaccatura supposta tra una minoranza che si è autoattribuita la bellezza, la cultura e il sapere da una parte; e il popolo che bela davanti alla tv e vota Berlusconi, tutti ignoranti e sciocchi dall'altra.
Rifiuto profondamente questa idea delle cose: e penso che la sua rappresentazione sia la principale premessa alla reificazione concreta del supposto. Perchè il Potere è tale da consentirlo.

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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Mer Apr 30, 2008 4:05 pm

melitta ha scritto:
Sai, Dotty, io penso che esistano vari modi di approcciarsi all'arte. E secondo me questi atteggiamenti possono essere disposti in una sorta di continuum che va dal cinico Morosini cannoneggiatore del Partenone, fino all'estremo opposto, dove possiamo grossolanamente collocare chi sperimenta la sindrome di Stendhal (stato confusionale provocato da eccessiva esposizione alla bellezza).

Esistono quelli che l'arte la amano davvero, che la studiano, approfondiscono, seguono le mostre, si appassionano ai dibattiti sulle nuove correnti, e all'interno dei musei vivono momenti di autentica beatitudine. Probabilmente a molti di loro l'arte si autorivela.

Esistono però anche quelli che seguono l'arte solo per non sentirsi malgiudicati all'interno della loro cerchia di amicizie: anche costoro vanno alle mostre, guardicchiano senza in realtà "vedere" nulla, fanno commenti per lo più insensati, ed escono da lì esattamente come sono entrati (elettroencefalogramma quasi piatto). Però comperano molti cataloghi, molti souvenir, in modo da dimostrare che frequentano i circuiti intellettuali. Sono, in un certo senso, dei benefattori.

Ci sono poi quelli che considerano più emozionante un piatto di lasagne che un giro all'Accademia o agli Uffizi. Non andrebbero a una mostra manco con una pistola puntata sulle reni; ed è un bene che non ci vadano, perché sarebbero capaci di scrivere "W il Milan", "Paolo ama Annuccia" o "Giovanni è stato quì" (con l'accento) anche su una tela del Tiziano. Per questo le sale dei musei sono sorvegliate, perché purtroppo ogni tanto qualcuno di loro si intrufola là dentro e fa (o farebbe) malanni.

Esiste però un'altra categoria, assai ben rappresentata: quella che considera l'arte solo un business. E non mi riferisco ai galleristi o ai battitori di aste o ai creatori di artisti fasulli o agli autori di bugiarde expertise (tutta gente che comunque di arte si intende): ma agli amministratori pubblici. Essendo l'Italia un paese del Bengodi per gli amanti dell'arte, costoro tutelano il patrimonio artistico della loro città non per amore dell'arte in sé, ma per amore dell'indotto che dall'arte deriva. Perché se la tal chiesa va in rovina, il tal museo ospita opere troppo malridotte, il tal crocefisso di Cimabue non viene rimesso a nuovo, la tal Basilica di Assisi non viene risistemata al più presto dai danni patiti con il terremoto, arriveranno meno turisti appassionati d'arte, e gli albergatori piangeranno miseria, i ristoratori si strapperanno i capelli dalla disperazione, i venditori di carabattole voteranno per un altro partito, e il sindaco non verrà rieletto. A costoro l'arte non si autorivela; si autorivela invece la lista dei pullmann carichi di turisti che si sono prenotati per il periodo della mostra. Per costoro, esporre il crocefisso di Cimabue o la salma di Padre Pio è esattamente la stessa cosa: infatti entrambi verranno restaurati con identica cura certosina.

Ragionamento freddo e materialista, il mio. Ma le cose non sono come si vorrebbero; e che il motore del mondo non sia l'appagamento spirituale, bensì il vile denaro, lo si è capito ben prima che nascessi io farao .
Forse è per questo che sono così triste? Crying or Very sad

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Melitta bella, leggerti è uno spasso! Sveglia e sagace.
Bisogna proprio che mi decida a leggere qualche tuo romanzo...


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MessaggioTitolo: Re: ( vi riporterò sulla retta via )   Ven Mag 02, 2008 12:28 am

Uh-uh, Waltercorvetto I love you , mi lusinghi! Nel mio ultimo librino si narra proprio la storia di uno sfigatissimo pittore levantino geek , la cui arte non si autorivela proprio a nessuno... No

Ma tornando seri.
Dotty, prima hai parlato di prospettiva storica. Benissimo. Sono felice che tu lo abbia fatto, visto che da quasi un ventennio io mi occupo proprio di storia (e naturalmente anche di storia dell'arte). Ma la mia formazione è quella di psicologa, e precisamente psicologa comportamentista: dunque, molto più attenta ai fatti che alle teorie, alle cose concrete che alle parole.
Orbene, per mio diletto personale e per motivi, diciamo così, professionali, in questi ventennio ho visitato svariate centinaia di chiese. E ne ho trovate pochissime "miracolasemente" fedeli a come erano state progettate e proposte al pubblico il dì della loro "inaugurazione". Così poche da contarle sulle dita di una mano. Tutte le altre portano i segni pesantissimi, e a volte proprio fastidiosi, di continui successivi rimaneggiamenti.
Quello che piaceva nel Trecento, veniva cancellato, sostituito, rivisto alla luce del gusto (proprio così: GUSTO) dominante nel Rinascimento, poi del Barocco, poi dell'Ottocento e così via, rendendo il tutto alquanto caotico e poco armonico (sempre a mio avviso, naturalmente).
Orbene. Se l'arte era così perfetta nella sua autorivelazione (ovvero, soddisfaceva il GUSTO e le aspettative estetiche di potenti e miserabili, chierici e laici, aristocratici e plebaglia dell'epoca), perchè dopo cinquant'anni si sentiva già il bisogno di modificare qualcosa? Forse non era più arte, quella del cinquantennio precedente? O lo era ancora, ma lasciava insoddisfatti, perché nel frattempo il GUSTO era cambiato? E chi stabiliva il gusto? Sbaglio, se penso che fossero i finanziatori (clero e mecenati del tempo, che aprivano la borsa il più delle volte a condizione di venire ritratti in un angoletto del dipinto, cosicché venisse soddisfatta anche la loro vanità personale?).
Perchè la stragrande maggioranza dei Cristi crocefissi o deposti dalla croce quattrocenteschi hanno le sembianze dell'uomo sfiancato, stravolto da un dolore inimmaginabile, del morente suppliziato nel modo più crudele, e invece un secolo dopo anche la morte di Gesù viene rappresentata nella compostezza, nella bellezza quieta, placata, rassicurante di un corpo non più umano, ma divino? Forse perché col tempo, al cambiare delle idee, corrisponde eguale cambiamento nel GUSTO collettivo (che è poi la somma dei gusti personali, plasmati e orientati da chi detiene però il potere, anche ECONOMICO - scusate se continuo a parlare di soldi, ma la storia del mondo è stata anche e forse soprattutto storia di quattrini).

Insomma, in quanto psicologa comportamentista, io credo che tutti noi siamo il risultato di un continuo processo di apprendimento, che plasma e modella il nostro atteggiamento nei confronti di tutto, non solo dell'arte. Al cambiare dei maestri, cambia anche la "visione del mondo" degli allievi, perché a quei maestri essi delegano l'autorità di fissare i canoni, di decidere per loro, di pensare al posto loro. L'autorità dell'IPSE DIXIT non la ho inventata io.
Per questo, prima ho parlato di GUSTO PERSONALE, difendendo a spada tratta la scelta di chi ha sì letto e ascoltato l'IPSE DIXIT, ma ha deciso scientemente di sottrarsi alla sua autorità e di pensare con la propria testa. Credo che nell'obbedienza al gusto personale stia la libertà, e dove c'è libertà è più facile che ci sia anche felicità.
Sempre parere personale, eh.

baci baci,
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