Al Dolphin Hotel

Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino.
 
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 se la fotografia è arte?

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niabi

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MessaggioTitolo: se la fotografia è arte?   Mar Apr 22, 2008 12:12 am

Ecco il link al sito di Haas Ernst:

http://www.ernsthaas.com/

considerato uno dei migliori per l'uso del colore e per il movimento presente nelle sue foto.
Fotografie più rappresentative però si trovano proprio ricercandolo in un motore di ricerca immagini.

Henri Cartier-Bresson credo sia invece uno tra i più conosciuti:

http://foto.alice.it/gallery/reportage/Henri_CartierBresson/index.html

Ed Elliott Ewritt:

http://www.elliotterwitt.com/lang/it/index.html

Jim Brandenburg, uno dei grandi maestri della fotografia naturalistica:

http://www.jimbrandenburg.com/flash/index_flash.html

Anche Edward Weston.

Ora non me ne vengono in mente altri.
Questi sono solo alcuni tra i più rappresentativi e noti.

Che sia arte o no, non è vero che basta avere il soggetto pronto davanti per fare bene una foto e comunicare, cogliere il dettaglio e trasmetterlo.
Bisogna saper vedere, e andare oltre.
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Dot

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Gio Apr 24, 2008 5:45 pm

Ciao a todos. Non essendomi mai fatta prima la domanda che mi ha posto senza, e cioè se la fotografia possa considerarsi arte, sono ancora qui a grattarmi la testa in cerca di una risposta decente. Mi viene da rispondere che non è che la fotografia sia un’arte, ma che l’arte può avvalersi di questo mezzo al pari di tanti altri per rivelarsi
Visto che l’argomento mi piace, per inquadrarlo meglio ho scelto e copiato due stralci del libro a cura di Francesco Poli intitolato “Arte contemporanea – le ricerche internazionali dalla fine degli anni ’50 a oggi" ( ed. Electa,. 2003). Più in là magari vi presenterò altri pezzi interessanti se vi fa piacere, in una specie di percorso per capire il posto e la funzione della fotografia all’interno dei movimenti artistici recenti.
Termino dicendo che la fotografia più sconvolgente che abbia visto è “Rape scene” (stupro) di Ana Mendieta, artista americana nata a Cuba, del 1973. Come nella buona poesia il dramma non è raccontato, non è spiegato anche se ne vedi le conseguenze, ma presentato come una pugnalata al cuore diretta, senza passaggi per il ragionamento, allo spettatore. Secondo me la fotografia è arte quando l’intento dell’autore non è di creare una bellissima o interessantissima immagine ma di comunicare un messaggio profondo e urgente.

La parola all’esperto:


…crediamo sia comunque impossibile non riconoscere come l’arte del periodo che ci sta a cuore (ultimi 40-50 anni, ndr) abbia sostanzialmente viaggiato tra due sponde, due linee di contenimento che…potremmo continuare a indicare con le etichette proposte a inizio Novecento da Kandisnky: “grande astrazione” e “grande realismo”. Una formula dialettica quanto mai azzeccata che, in anni recenti, è stata rilanciata dall’americana Rosalind Krauss allorchè ha parlato di una biforcazione dell’arte novecentesca identificabile nelle figure di Picasso e di Duchamp, con Picasso interprete della linea del “simbolico” e Duchamp di quella del “mondano”. Se questo doppio binario era già intuibile a inizio secolo, non c’è dubbio che la sua manifestazione piena e totale sia avvenuta proprio negli ultimi quattro o cinque decenni, magari con un forte sbilanciamento in favore della linea del “grande realismo” o del “mondano” che dir si voglia. Le esperienze di coinvolgimento diretto del reale, vuoi sotto forma di oggetto, vuoi come ambiente, se non addirittura come esercizio corporeo e di comportamento da parte dello stesso operatore, hanno sicuramente dominato la scena artistica dagli anni sessanta in avanti.


Sul finire degli anni settanta si diffonde nettissima la sensazione che ormai si possa veramente fare di tutto : usare il corpo, affidarsi all’esercizio concettuale, intervenire sull’ambiente, utilizzare la fotografia e il video, ma pure tornare alla manualità pittorica…Fotografi e artisti si mescolano allora senza più pregiudizi, consapevoli tutti quanti di poter ormai dialogare alla pari, lontano da quei sospetti che,fino ad allora, li avevano tenuti reciprocamente distanti.


Per questo periodo vedi: ad esempio le fotografie di:

Andy Warhol
Robert Mapplethorpe
Helmut Newton
Cindy Sherman
Thomas Ruff
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Solaris
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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Ven Apr 25, 2008 12:33 am

Citazione :
ma che l’arte può avvalersi di questo mezzo al pari di tanti altri per rivelarsi

Dot questa è la prospettiva che non posso far mia.
L'arte.. non esiste. Come non esiste la Storia. Esistono gli artisti e chi interpreta l'arte attraverso i mezzi che meglio crede possano esser utili alla sua ricerca. Esistono gli uomini e le loro scelte.
L'arte che si "rivela" è un concetto idealista la cui eredità crociana è sottintesa ma molto chiara.
Ed è una premessa estetica che considero rischiosa per tutti le coneseguenze che comporta.
Premessa che dubito possa esser condivisa tra l'altro dagli artisti nominati.

;-) Solo per ricollegarci al precedente discorso.
Grazie per l'estratto del saggio!

A.
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Giosp

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Ven Apr 25, 2008 12:06 pm

Se è difficile stabilire dei parametri per stabilire cosa è arte e cosa non lo è, ancora più arduo e tracciare dei confini fra la fotografia e l'arte.
Nei siti dei fotografi che ha consigliato Niabi ho visto delle fotografie (per quanto ne posso capire io) eccellenti, a raso della perfezione. Però non so quante di quelle foto si possono definire arte? Nella maggioranza d'esse, ho riscontrato la tecnica in tutte le sue forme (luce eccetera), quello che manca è una costruzione dell'artista, qualcosa che mi faccia capire che, oltre al treppiede e alla macchina fotografica usata abilmente, c'è l'artista in quella foto.
Vabbè, non mi so spiegare bene, la fotografia non è certo il mio forte, di tutte le arti è forse quella in cui sono più ignorante, praticamente l'unica cosa che ho fatto è innamorarmi delle foto di Francesca Woodman. Però, per quel poco che ne capisco (e questa teoria potrebbe essere contraddetta con la legge dei grandi numeri), mi sembra che le donne abbiano più sensibilità artistica nello scattare fotografie.

In ogni caso, la foto che più mi ha colpito dei siti del post di Niabi è questa di Elliott Erwitt:

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niabi

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Lun Apr 28, 2008 1:27 pm

Giosp #Woodman mentality# ha scritto:
Però non so quante di quelle foto si possono definire arte? Nella maggioranza d'esse, ho riscontrato la tecnica in tutte le sue forme (luce eccetera), quello che manca è una costruzione dell'artista, qualcosa che mi faccia capire che, oltre al treppiede e alla macchina fotografica usata abilmente, c'è l'artista in quella foto.

Dal mio punto di vista la costruzione dell'artista sta nel cogliere quanto poi viene trasmesso senza voler imporre nulla a priori... non tutti hanno la sensibilità adatta e non tutti hanno qualcosa da trasmettere e dire, attraverso le immagini. Così come non tutti hanno la stessa sensibilità per cogliere.
La realtà, quella che rappresentava la fotografia fino a quando si sono intraprese le vie dell'astrattismo anche in quest'ambito, del resto era ed è davanti agli occhi di tutti... ma quanti la vedono?

Giosp, del fotografo da te citato io trovo che sia altamente espressiva e comunicativa questa foto qua:

non riesco ad allegarla, comunque http://www.elliotterwitt.com/lang/it/index.html sezione Fine Art la seconda a partire da sinistra.

Ma il punto è:
la fotografia, per essere arte, cosa deve trasmettere? Bellezza, messaggi, spiritualità oppure cos'altro? Tipo immediata sintonia tra artista e noi?
Si potrebbe partire da qui... perchè non tutti siamo d'accordo comunque già sulla definizione di arte, meno ancora su quella di fotografia come arte.
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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Lun Mag 05, 2008 2:48 pm

no: la fotografia non è arte, e il cinema lo è ancora meno.
prima di tutto questi hanno enormemente cambiato l'arte figurativa, i tempi da dedicare alla realizzazione e l'idea di realismo.
non è nata con l'intento di essere arte, la maggioranza della gente non ne fa un uso artistico ( mentre ogni mio compagno di classe al liceo artistico si sente un gran pittore ), il lavoro che sta dietro alla foto è lo stesso che sta dietro ad un quadro od una scultura; un lavoro innegabile importante, che eleva il messaggio, ma nella foto manca l'altra parte, quella della realizzazione. chiunque sappia vedere il soggetto sa fare una foto, e più la sua macchina è buona più bella sarà la foto ma non chiunque sappia vedere sa riprodurre nel marmo quello che vede e sente. invece un bel quadro non dipende dalla qualità del pennello, anzi, si può ben dipingere con spatole e dita.
inoltre, la fotografia è riproducibile all'inifito, manca il qui e ora che rende unica l'opera d'arte, anzi, non è un'opera unica ( allora qual'è l'opera d'arte? l'immagine reale fotografata? il negativo? io che guardo la foto? ). la foto c'è già, anche se va cercata e se la reltà va modificata. il quadro non c'è già, va creato.
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Dot

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Mar Mag 06, 2008 1:11 pm

Eccomi qua con del materiale che spero offra spunti di riflessione sull’argomento. Dopo essermi grattata la testa per giorni ho concluso che vi sono alcune domande alle quali si può rispondere sì o no( il sole è caldo? Sì) , altre alle quali si risponde fornendo spiegazioni (di cos’è fatto il sole? Bla bla) e altre ancora alle quali si può rispondere soltanto per vie traverse diciamo, non direttamente, con una serie di considerazioni e con delle tesi che saranno confutate da altri in un continuum di ragionamenti che riflettono sia la personalità di chi enuncia le teorie che la logica della tesi e contro tesi, come quando, iniziato un ragionamento con un’altra persona, questa ribatte con altri argomenti, poi ne arriva una terza che aggiunge elementi ecc ecc. cosa che accade del resto in tutti gli ambiti dove sia in gioco la complessità. Mi sembra tuttavia che, poiché oltre a noialtri quattro dolphiniani, la questione del significato della fotografia in arte è stata discussa in profondità per un secolo, e la questione della natura dell’arte perlomeno dai tempi del trattato “Della Pittura” di Leon battista Alberti, non si sia in grado di rispondere se non rifacendosi a chi ci ha preceduto, e se non ci si occupa di questo campo si dovrebbe perlomeno rendersi conto che per cercare di dare una parziale risposta a queste domande molti studiosi si sono impegnati a fondo.
Faccio una parentesi per chiedere a senza se il concetto che esprime dicendo:
la fotografia è riproducibile all'inifito, manca il qui e ora che rende unica l'opera d'arte,
e in particolare l’espressione “qui e ora” l’abbia preso da qualche parte, semplicemente perché è un’espressione al centro della tesi del critico Walter Benjamin (che la usa in versione latina “hic et nunc”) , materiale del quale mi appresto ad esporre, e sono rimasta stupita di rivederla presentata da senzy-girl!

Prelevo dunque dalla mia sconfinata biblioteca il secondo dei due libri che ho sull’argomento fotografia come arte, intitolato “Alle origini dell’opera d’arte contemporanea”, a cura di G Di Giacomo e C. Zambianchi (Laterza ed. 2008), e che consiste in una serie di saggi del ventesimo secolo, tra cui un estratto da “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” di W. Benjamin, scritto nel 1936.

[…]
“Anche nel caso di una riproduzione altamente perfezionata, manca un elemento: L’hic et nunc dell’opera d’arte – la sua esistenza unica e irripetibile nel luogo in cui si trova. Ma proprio su questa esistenza, e in null’altro, si è attuata la storia a cui essa è stata sottoposta nel corso del suo durare. ….L’hic et nunc dell’originale costituisce il concetto della sua autenticità…le circostanze in mezzo alle quali il prodotto della riproduzione tecnica può venirsi a trovare possono lasciare intatta la consistenza intrinseca dell’opera d’arte – ma in ogni modo determinano la svalutazione del suo hic et nunc. Questo processo…investe…un ganglio che in nessun oggetto naturale è così vulnerabile. Cioè: la sua autenticità. L’autenticità di una cosa è la quintessenza di tutto ciò che, fin dall’origine di essa, può venir tramandato, dalla sua durata materiale alla sua virtù di testimonianza storica…Nella riproduzione, in cui la prima è sottratta all’uomo, vacilla anche la seconda, la virtù di testimonianza della cosa. ..ciò che così prende a vacillare è precisamente l’autorità della cosa. ”
Benjamin introduce poi il concetto di “aura”
“Ciò che vien meno è insomma quanto può essere riassunto con la nozione di “aura”, e si può dire: ciò che viene meno nell’epoca della riproducibilità tecnica è l”aura” dell’opera d’arte..La tecnica della riproduzione…sottrae il riprodotto all’ambito della tradizione…essa pone al posto di un evento unico una serie quantitativa di eventi.”
Benjamin pone l’accento sul fatto che l’arte si sia sempre identificata con una qualche forma di culto, e usa gli aggettivi “rituale” e “cultuale”.
“L’unicità dell’opera d’arte si identifica con la sua integrazione nel contesto della tradizione…a sua volta qualcosa di vivente…mutevole. Un’antica statua di Venere, per esempio presso i Greci,che la rendevano oggetto di culto, stava in un contesto tradizionale completamente diverso da quello in cui la ponevano i monaci medievali, che vedevano in essa un idolo maledetto. Ma ciò che si faceva incontro sia ai primi sia ai secondi era la sua unicità, in altre parole la sua aura. …le opere d’arte più antiche sono nate, com’è noto, al servizio di un rituale, dapprima magico, poi religioso…il valore unico dell’opera d’arte autentica trova una sua fondazione nel rituale, nell’ambito del quale ha avuto il suo primo e originario valore d’uso….L’opera d’arte riprodotta diventa in misura sempre maggiore la riproduzione di un’opera d’arte predisposta alla riproducibilità…Nella fotografia il valore di esponibilità comincia a sostituire su tutta la linea il valore cultuale. Ma quest’ultimo non si ritira senza opporre resistenza. Occupa un’ultima trincea, che è costituita dal volto dell’uomo. Non a caso il ritratto è al centro delle prime fotografie. Nel culto del ricordo dei cari lontani o defunti il valore cultuale del quadro trova il suo ultimo rifugio. Nell’espressione fuggevole di un volto umano, dalle prime fotografie, emana per l’ultima volta l’aura. E’ questo che ne costituisce la malinconica e incomparabile bellezza.”

Il critico tedesco, con molto acume, afferma che la didascalia che accompagna una foto su un giornale è cosa ben diversa dal titolo di un quadro.

“Esse (le fotografie, ndr) inquietano l’osservatore…contemporaneamente i giornali illustrati cominciano a proporgli una segnaletica…In essi è diventata per la prima volta obbligatoria la didascalia. Ed è chiaro che essa ha un carattere completamente diverso dal titolo di un dipinto. Le direttive…diventeranno ben presto più precise e impellenti nel film, dove l’interpretazione di ogni singola immagine appare prescritta dalla successione di tutte quelle che sono già trascorse”
Sull’atteggiamento dello spettatore davanti a un film il critico afferma che è impossibile per lo spettatore abbandonarsi al flusso delle sue associazioni, perché non appena coglie l’immagine filmica “essa si è già modificata” e”non può venir fissata”. Benjamin chiama questo un “effetto di shock”e afferma che il dadaismo ha tratto ispirazione dal cinema per produrre l’effetto di shock morale.
In conclusione, uccidendo l’aura e togliendo importanza all’aspetto cultuale dell’arte, fotografia e cinema si presentano per Benjamin come in grado di destabilizzare la concezione stessa dell’arte e, secondo Claudio Zambianchi, uno degli autori dell’antologia in questione “per Benjamin ..i mezzi di riproduzione di massa offerti dalla uova realtà industriale ( come la fotografia o il cinema) proprio perché demistificano l”aura” e con essa la nozione di originalità dell’opera, hanno in sé un potenziale di cambiamento rivoluzionario, sia sul piano delle modalità di creazione dell’opera sia sul quello del rapporto con gli spettatori”.

Bene. Mi ha fatto piacere trascrivere, da vera monaca atastuense, questi scritti e condividerli con voi. Fatemi sapere se questo tipo di operazione è di vostro gradimento, perché ho ancora del materiale interessante sotto mano.

Risposta: Sleep ?
O cheers ?
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Giosp

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Mar Mag 06, 2008 1:51 pm

senza ha scritto:
non è nata con l'intento di essere arte

Io uso il pennello per imbiancare le pareti.

senza ha scritto:
chiunque sappia vedere il soggetto sa fare una foto

Io no, e come me molti altri. (spero... Suspect )

senza ha scritto:
la fotografia è riproducibile all'inifito

Lo è anche la letteratura. E la musica, se registrata.
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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Gio Mag 08, 2008 4:14 pm

Non so come ho fatto No anche perchè è uno dei miei preferiti...

ma ho dimenticato Robert Doisneau http://www.robertdoisneau.com/ autore del bacio più famoso della fotografia "Le baiser de L'Hotel de Ville" Parigi 1950, fotografia considerata un'opera d'arte e tra le foto più importanti del secolo.

http://www.robertdoisneau.com/robert_doisneau_hotelkiss.htm

Riguardo il mondo che rappresentava nelle sue foto, scriveva:
"Un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano la prova che questo mondo può esistere".

Mi sono dimenticata anche di Ansel Adams http://www.anseladams.com/ uno dei grandi paesaggisti fotografici.

Alla risposta se la fotografia è arte, e dove la trovo nella fotografia.
Io rispondo, senza alcun dubbio, di sì... e la trovo nella scelta del fotografo di rappresentare il mondo, la realtà secondo i suoi occhi... senza imporre a priori emozioni, senza inquadrare la sua foto secondo canoni di bellezza, senza stabilire nulla, se non le sue scelte di vedere e rappresentare determinate situazioni/sfumature ed ignorarne altre.

Dove sta l'unicità e l'originalità della fotografia?

Per me, ad esempio, nel concetto racchiuso nelle parole di Henry Cartier Bresson:

"Di tutti i mezzi di espressione la fotografia è il solo che fissa un istante decisivo. Per noi fotografi ciò che sparisce sparisce per sempre. Da ciò la nostra angoscia, ma anche l'essenziale originalità del nostro mestiere."

Anche la fotografia è interpretazione, e come tante forme di rappresentazione artistica, è espressione.
Molti fotografi sono in grado di cogliere da uno sguardo (che quindi è vero, esiste già) tante altre cose... miseria, povertà, paura... com'è avvenuto per tante fotografie di réportage.

Dietro una foto c'è un pensiero, e va oltre il semplice scatto meccanico che sono tutti in grado di fare, più o meno bene, con o senza una buona macchina fotografica.
La fotografia inizia a mio avviso ad essere arte quando esprime dal di dentro, dal mondo in cui il fotografo si trova e che vive.
nia
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MessaggioTitolo: di più, di più   Ven Mag 09, 2008 12:23 pm

Ho trovato alcune vostre affermazioni molto interessanti: letteratura e musica sono riproducibili, anche quelle che costituiscono arte, fa notare giustamente il giosp, e questa osservazione getta luce sulla differenza comunemente sentita tra le arti visive e le altre: si vede nelle prime una serie di manufatti unici e irripetibili. Che questo abbia a che vedere con la funzione dell'arte, nata in stretta connessione con il culto, e diventata essa stessa in questo secolo, mi sembra, oggetto di culto? Quale che sia la risposta il quesito è intrigante.
Affascinante anche il punto di vista del grande fotografo, Bresson, citato da nia, la quale conclude:


La fotografia inizia a mio avviso ad essere arte quando esprime dal di dentro, dal mondo in cui il fotografo si trova e che vive.

Questo è il punto più delicato della questione. Io dico: sì, esprime dal di dentro, ma cosa e come? La fotografia ha a volte natura progressista, rivoluzionaria, inaspettata, dirompente? O è piacevolmente bella, istruttiva, interesssante e basta? Personalmente non ho una risposta perchè le mie fotografie preferite nascono come testimonianze di altri eventi artistici, per fissare in un'immagine un happening o una installazione, e perciò le acque sono ancora più confuse!

Le belle foto di Doisneau narrano, descrivono, colgono lepisodi e attimi salienti della vita di qualcuno, spiegano, inducono a ragionamenti, provocano un senso di dolce malinconia...Quelle di Adams sono di una delicatezza infinita. Ma...turbano? Disturbano, pongono interrogativi senza risposta, fanno appello all'intuizione dello spettatore più che al suo intelletto? Creano una misteriosa sintonia tra l'anima dell'artista e quella di chi fruisce dell'opera? Accennano a qualcuno di quegli enigmi di cui Shoenberg scriveva a Kandinsky? Una serafica madonna di Filippo Lippi, la dolcissima Annunciazione del Beato Angelico, per citare due opere dai canoni più tradizionali, contengono quella dose di mistero che fa sì che puoi guardare il quadro tutta la vita e continuare a rimanerne rapito. Non si tratta secondo me del mezzo usato, ma della portata del messaggio e del suo modo di trasmissione, che se si ferma al descrittivo o esteticamente piacevole manca dello spessore proprio dell'arte.

Nell'altro thread relativo all'arte momo ha scritto:

L'arte è progressista, il moto può essere solo evolutivo. La tecnologia a partire dalla fotografia e il cinema ha mediato il talento, e soppiantato buona parte della manualità artigianale. Il concetto è diventato centrale in opere che spesso sono prodotti presi in prestito dalla produzione industriale, alcune volte sono gli stessi scarti della società che privati della loro funzionalità, diventano scorie di pensiero.

E poi:

l'artista è un catalizzatore che cristallizza emozioni e concetti in forme non necessariamente espresse attraverso i manufatti

E io continuo a chiedermi se progresso e evoluzione nel cammino dell'arte siano a volte partiti dalla fotografia e non riesco a pensare a degli esempi che confermino la portata rivoluzionaria del messaggio del fotografo.

Faccio un paragone letterario, tra il testo di una qualsiasi bellissima canzone d'amore e una poesia. Le lirycs d'amore più riuscite sono ancora lontane mille miglia dalla grandezza della poesia, i cui messaggi sono profondi e originali e il cui modo di trasmissione oltrepassa spiegazioni, narrativa, confessione individuale per svelare il sentire che dall'individuo, il poeta, si allarga a noi e con la poesia diventa lampante, ma proprio come un lampo che squarcia il buio. Quante canzoni ci sono sul mal d'amore e l'abbandono? A carrellate. Di Pedro Salinas, poeta spagnolo morto nel '51, ecco alcuni versi su questo tema:

Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare. Io mi sento vivere
quando tu mi fai male
non in te, né qui, più oltre:
sulla terra, nell'anno
da dove vieni
nell'amore con lei
e tutto ciò che fu.
In quella realtà
sommersa che nega se stessa
ed ostinatamente afferma
di non essere esistita mai,
d'essere stata nient'altro
che un mio pretesto per vivere.
Se tu non mi restassi,
dolore, irrefutabile,
io potrei anche crederlo;
ma mi rimani tu.
(...seguono altri versi )

Non ci sono Rossi o Coccianti o altri le cui parole siano allo stesso livello di costruzione e messaggio. Forse cambierò idea in futuro, ma al momento penso che la fotografia PUO' essere arte, perchè non c'è nulla che non possa essere utilizzato al fine di creare arte, ma finora non ne conosco esempi. Aggiungo però che mi riprometto di esplorare quest'ambito più sistematicamente, perchè trovo la questione interessantissima così come questo dibattito.
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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Lun Mag 12, 2008 1:56 pm

sì il quì ed ora l'ho ripreso da Benjamin, ma inconsciamente: l'ho studiato per il mio primo esame, estetica, e ne ho dimenticato l'autore ricordando il concetto; finchè qualche mese fa mi sono accorta che questo pensiero purtroppo non era una mia geniale intuizione...
Giosp: il manoscritto originale è l'originale, in cui non ci sono solo le parole ma anche l'impronta grafologica ( che scrivere a computer sia una limitazione lo sappiamo bene e lo vediamo ogni volta che chattiamo ); e se l'originale fosse uguale alle copie nessuno andrebbe più ai concerti, per sentire dal vivo i musicisti.
inoltre queste non sono arti figurative; le quali, non sono mai riproducibili.
tu usi il pennello per imbiancare le pareti ( lo hai mai fatto davvero? ) ergo non sei un'artista. non credo i pennelli siano stati inventati per imbiancare le pareti... le pareti di camera mia sono verdi. le ho inverdite io. comunque ho fatto anche qualcosa di meglio ( tipo ieri ho iniziato un ritratto dello Psi in giallo che sembra fatto da Munch )

"Di tutti i mezzi di espressione la fotografia è il solo che fissa un istante decisivo. Per noi fotografi ciò che sparisce sparisce per sempre. Da ciò la nostra angoscia, ma anche l'essenziale originalità del nostro mestiere."
ergo la fotografia non è creazione a differenza di tutte le altre arti, l'opera c'è, lì fuori, in rapida sparizione.
"Dietro una foto c'è un pensiero, e va oltre il semplice scatto meccanico che sono tutti in grado di fare, più o meno bene, con o senza una buona macchina fotografica.
La fotografia inizia a mio avviso ad essere arte quando esprime dal di dentro, dal mondo in cui il fotografo si trova e che vive."
questo pensiero, non va oltre, ma c'è prima dello scatto. dopo lo scatto non c'è più nulla. tutte le altre arti iniziano da quello scatto ( sta volta metaforico ) che conclude il pensiero.
bene; contenta che finalmente qualcuno dia argomenti in accordo coi miei!!!
( scherzo, lo so che non sei d'accordo, ma sembra quasi di sì )
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Lebeg

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Lun Mag 12, 2008 11:08 pm

Scusatemi non ho la forza fisica al momento i leggere tutta la discussione, ma prometto che lo farò, giurello!
Intanto butto la mia.
E la butto da """""fotografo""""" (sì, tra cinque virgolette), ovvero da persona che non analizza la fotografia da un punto di vista esterno ma più interno, più partecipato.
La fotografia ha una particolarità rispetto alle altre forme d'arte, ovvero HA SEMPRE E COMUNQUE BISOGNO DELL'OGGETTO DA RITRARRE. Non puoi fotografare un fiore se dall'altra parte dell'obiettivo non c'è un fiore, appunto, però puoi tranquillamente disegnarlo. E forse è per questo motivo che si fatica a definirla arte, perché SEMBRA non ci sia un vero approccio artistico che decodifichi la realtà e ne renda un qualcosa di godibile (cosa che si richiede all'arte).
Però non si può dire che se c'è un bel soggetto c'è una bella foto, e chiunque può farla. Se c'è un bel tramonto e il signor chiunque punta la macchina fotografica e scatta, viene fuori uno schifo. O viene il sole sparato, o viene tutto scuro, o i colori non sono accesi come lo erano nel tramonto "di ciccia".
Altrettanto dicasi per un ritratto, per una natura morta.
La fotografia richiede sì una buona conoscenza dello strumento che si utilizza (come d'altronde tutte le forme d'arte... non puoi prendere in mano una chitarra e trarne fuori qualcosa di godibile), ma anche una buona capacità di interpretare la realtà tridimensionale che ci circonda e saperla tradurre in una buona immagine bidimensionale.
Forse, più di tutte le altre forme d'arte, l'arte della fotografia sta appunto nel modo in cui ci si approccia alla realtà e la si reinterpreta.
Poi, il discorso se la fotografia sia o meno arte ne richiede un altro a priori, ovvero COSA SIA L'ARTE. E qui, perdonatemi l'espressione, sono cazzi.
Dal mio punto di vista (IMHO) arte è ciò che ti provoca emozione, o meglio, ciò che porta lo spettatore a provare una certa emozione, che spinge il suo animo a muoversi in un qualche modo.

E allora credo che il discorso si concluda da solo.
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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Lun Mag 12, 2008 11:13 pm

Ho intravisto ora il discorso sul post prima del mio (ciao senza! Ti avevo già salutato?) sul "prima dello scatto".
Perché è vero che il lavoro artistico sta prima della foto (e quel prima, detto da fotografo, è la parte in assoluto più divertente!), ma è anche vero che è così con un quadro, con una canzone, con qualsiasi gesto artistico.
L'artista, una volta conclusa un'opera, ha finito.
E comincia qualcos'altro.
L'opera finita passa sotto gli occhi e le orecchie dello spettatore.

Scusa, non riesco ad articolarmi meglio con il sonno che ho!
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niabi

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Mar Mag 13, 2008 12:48 pm

Lebeg ha scritto:
Dal mio punto di vista (IMHO) arte è ciò che ti provoca emozione, o meglio, ciò che porta lo spettatore a provare una certa emozione, che spinge il suo animo a muoversi in un qualche modo.

Leb Wink non sai in che guaio ti sei cacciato con questa tua affermazione! lol!
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Lebeg

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Mar Mag 13, 2008 7:28 pm

Aiuto... ho fatto il danno?
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Dot

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Mer Mag 14, 2008 11:10 am

Uffiii! Insomma, quando

Guardo ammirata un bel paesaggio
Ricevo un regalo graditissimo e inaspettato
Mi commuovo alla vista di un bambino che fa qualcosa di tenero
Do il primo bacio
Piango come un vitello alla vista della scena di un film strappalacrime
Ascolto una canzone che mi riporta indietro di vent’anni

Ecc.ecc.ecc.ecc.

Non “sento” forse qualcosa? Un’emozione? Non si smuove qualcosa nel mio animo? Certo che sì, per l’appunto cervello ed emozioni più o meno forti accompagnano la nostra esistenza. E allora, non dovremmo fare un distinguo parlando di ciò che si prova contemplando un’opera d’arte? Il critico Roger Fry usa la parola emozione, ma chiamando il fenomeno “emozione estetica” la distingue dalle altre. Dice anche che essa “ha una sua precisa qualità nell’essere “fine a se stessa”, diversa, quindi da ogni altra provata nel mondo dell’esperienza comune. Per Arthur Danto, critico contemporaneo, “la definizione dell’arte” non si trova analizzando e interpretando le varie opere, perchè “rimane un problema filosofico”. Lo so che mi ripeto quando dico che oggi si tende a mettere sullo stesso livello fenomeni la cui intensità e natura sono invece diversissimi, una bella canzone e una poesia vera, un filmetto ben confezionato e un drammone di Bergman e così via, ma secondo me le parole “gusto” ed “emozione” sono riduttive e generiche per quanto concerne la ricezione del messaggio artistico.

@lebeg: quando hai tempo fai un salto anche sull'altro thread "vi riporterò sulla retta via", poche righe, sai, non più di un migliaio...(e non lo rividero per un pezzo, eheh)
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Giosp

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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Lun Mag 19, 2008 5:35 pm

Lebeg ha scritto:
La fotografia richiede sì una buona conoscenza dello strumento che si utilizza (come d'altronde tutte le forme d'arte... non puoi prendere in mano una chitarra e trarne fuori qualcosa di godibile), ma anche una buona capacità di interpretare la realtà tridimensionale che ci circonda e saperla tradurre in una buona immagine bidimensionale.
Forse, più di tutte le altre forme d'arte, l'arte della fotografia sta appunto nel modo in cui ci si approccia alla realtà e la si reinterpreta.

Questo credo che sia un nodo cruciale: come un fotografo reinterpreta la realtà.
Ogni tipo di arte è differente, e va trattata per sé stessa e non confrontata con altri tipi di arte, altrimenti dovremmo cominciare a discutere sulle differenze fra pittura e musica, scultura e letteratura... veramente imponderabili.
Da una parte nella pittura "basta" l'abilità nel dipingere, la tecnica, per creare un artista, che sia egli ricordato nei secoli dei secoli amen o dimenticato persino da sua madre. Nella fotografia non è così, o almeno io non lo accetto, che basti il perfetto uso dello strumento e delle luci per creare un'opera d'arte. Il fotografo deve riuscire a reinterpretare la realtà, di modo che quella fotografia non sia semplicemente una riproduzione della realtà, ma che contenga qualcosa dell'artista (che sia un messaggio, una sensazione (?) o qualsiasi altra cosa, decidete voi) ma comunque un modo diverso di vedere ciò che è rappresentato.
E qui ritorniamo al discorso dell'arte che deve trasmettere emozioni. No. Non necessariamente. Però la fotografia, se non trasmette nient'altro che la realtà, è solo una fotografia. È questo il suo limite. Almeno secondo me.
In ogni caso il discorso è troppo complesso e ci sono troppe differenti opinioni per trovare una soluzione. Resta che secondo me sono ancora molto, molto poche le fotografie che possono essere considerate opere d'arte.
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MessaggioTitolo: Re: se la fotografia è arte?   Gio Mag 22, 2008 1:05 pm

ma guarda se bisogna avere la mente bacata, Giosp: che i gatti che mangi ti graffino da dentro lo stomaco! ma perchè un quadro dev'essere una perfetta riproduzione della realtà ( non l'hai detto ma pare consequenziale ) o perchè l'artista è quello bravo? ma dove l'hai letto? i pittori bravi tecnicamente hanno avuto grande fortuna nelle accademie del'700; ma ora di questi ci ricordiamo tre o quattro nomi in tutto. quand'è il tuo compleanno? ti regalo un libro di storia dell'arte delle superiori ( l'ho regalato anche allo Psi (( perchè non posso mai fare a meno di menzionare lo Psi? sono patetica ed assuefatta come tutte le sedicenni? voglio dimostrare di avere anch'io degli amici? )))

ciao Lebeg! no non mi avevi salutata, ed infatti ero tanto triste...
un bacione!

ora però mi sto stufando di ripetere sempre le solite tre cose, quindi vi mando bellamente a fotografare tuttiquanti, e vado a guardare i tre gattini di due settimane nati dalla mia vicina!
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