Al Dolphin Hotel

Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino.
 
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 riflessione: in(e)voluzione

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niabi

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MessaggioTitolo: riflessione: in(e)voluzione   Lun Feb 18, 2008 6:05 pm

Ho una nonna di 92 anni, l’unica dei nonni che ho potuto vivere un pò di più perché non più lontana.

Ieri sera, dopo il solito TG, con i suoi occhietti ormai piccoli piccoli persi nel vuoto a voce alta dice:

ci siamo morti di fame, lavoravamo dalla mattina alla sera, ma rimpiango quei tempi, quei tempi li rimpiango che uno schifo così non si è mai visto

Ora… possiamo metterci la malinconia e tutto il resto, però non è la prima volta che dice una cosa simile, altre volte aggiungendo: ora avete tutto e non vi accorgete che invece non avete proprio nulla.

Mi trovo d’accordo con lei.
E questo nonostante io non abbia vissuto, se non nei mille racconti ascoltati, quei periodi che il suo entusiasmo e la sua gioia di raccontare mi fanno vivere ogni volta.
Non può neanche inventarsi tutto, è troppo il trasporto del suo raccontare… pur avendo vissuto la guerra, pur avendo cresciuto 3 figli da sola - che mio nonno era prigioniero in Inghilterra -, pur avendo perso tutto a causa del terremoto… com’è possibile che non riesca a trovare nulla di bello nei nostri giorni?
Me lo chiedo spesso, dandomi a volte della vecchietta perché neanche io riesco a trovarci poi chissà che di bello.
Mi chiedo anche se tutta l’evoluzione che ha raggiunto l’uomo sia mai stata chiesta e richiesta da qualcuno, perché nessuno ha mai detto: per sopravvivere devi andare sulla luna (sempre che ci siano mai stai sul serio, io il dubbio ce l’ho!), devi inventare questo e quest’altro ancora, devi volare, navigare… devi vivere credendoti onnipotente su tutto e su tutti, sugli animali, sulla natura, sui tuoi stessi simili… che poi così non è ma a quanto pare davvero pochi lo sanno.

Insomma, ci siamo evoluti o involuti?
Ovviamente non sto sparando a zero sui mille progressi utili e che io stesso utilizzo, ma spesso in me prevale la domanda: tutto questo era necessario? Perché a quanto pare vivevano meglio anni fa.

Forse sono stata molto confusa nell’esposizione del mio dubbio, della mia riflessione… ma provo a postare lo stesso sperando di venir decifrata!
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Solaris
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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Lun Feb 18, 2008 8:48 pm

Quanti temi interessanti.. in un giorno solo!
Ho appena finito di lavorare quindi perdonami la risposta forse frettolosa.

Mi sono innamorato nei miei studi dell'antropologia che metteva in seria discussione qualsiasi concetto evolutivo.
Che sottintendesse sostanzialmente un orientamente positivo del tempo.

Credo che le culture cambino. Continuamente.
Diceva la mia prof, che tanto mi ha lasciato:
"L'identità è dinamica e contrastiva".

Vuol dire molte, molte cose.

Non credo che oggi si stia meglio ma ancor meno credo che si debba star meglio perchè veniamo dopo "quelli di ieri".
Credo che abbiamo la responsabilità del nostro tempo, in termini individuali e collettivi.
Non possiamo ignorare che il mondo contribuiamo a costruirlo con l'intervallo delle nostre vite.
Decisamente. Quel che sapremo fare, quanto saremo felici di guardarci campare, sarà un importante contributo a definire l'identità del presente.

Vero è che dovremmo imparare qualcosa dal passato, dalla Storia. Ma credo poco a questa funzione pedagogica.
Credo maggiormente che studiare la Storia serva a comprendere maggiormente il proprio tempo,
fornendo un numero sempre più ampio di variabili a disposizione per interpretare gli eventi e i costumi in essere.

D'altra parte come esiste una storia, esiste una storia della storiografia. I revisionismi hanno il merito, a volte pure nella loro assenza di rigore, di ricordare che qualsiasi costruzione di senso è una elaborazione autoriale.
Legittima però solo nella misura in cui proprio il rigore, quello riconosciuto come scientifico, si afferma sull'intenzione.

farao !

A.
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niabi

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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Lun Feb 18, 2008 11:27 pm

Capisco quanto vuoi dire, ma la mia riflessione parte dal fatto che secondo me si sta davvero esagerando, evoluzione a parte. Crying or Very sad
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Lonewolf
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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Lun Feb 18, 2008 11:29 pm

non credo che si stesse meglio
quando si stava peggio
come credo che ognuno sia figlio
e attore del proprio tempo

credo anche però
che in un mondo d'immagine e consumi
(in questo lato del mondo di questo la massa vive...)
persone con sensibilità
e valori diversi
percepiscano parimenti
grande sconcerto
e innegabili, forse futili, vantaggi

Smile

_________________
"l'egoismo dell'uomo occidentale è arrivato al punto in cui siccome nessuno di noi vuole morire, allora quell'uno che lo vuole NON PUO'" - Elly Smile
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niabi

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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Lun Feb 18, 2008 11:58 pm

Lonewolf ha scritto:
come credo che ognuno sia figlio
e attore del proprio tempo

E se uno nel proprio tempo ci sta proprio male? Smile
Quindi secondo te Lupè è un discorso di sensibilità, di scelte, di percezione e quindi in una parola sola di vita?
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daniela

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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Mar Feb 19, 2008 1:21 am

Mica lo so se vivevano meglio...
Quando mia madre racconta delle volte che le hanno sparato addosso
Delle fughe nei rifugi
Del terrore del sibilo delle bombe...
Di quando si moriva di "torcibudello"
E si mangiava un aringa in dieci.
Visto a distanza di tanti anni
Nella memoria degli anziani
Magari è rimasto una sorta di sogno legato alla gioventu.

Avevano certo piu valori
Quelli che poi abbiamo contestato e sconfessato
In nome di ...non so neanche cosa.
Io credo che il nostro non sia un bel tempo
Ma credo che quello dei nostri figli sarà anche peggio.
E vivendo in un piccolo centro
Riesco ancora a godere delle piccole cose.
Qui la vita è noiosa, ma ti lascia spazio per giocare coi tuoi figli
Portarli a scuola e cucinare con loro.
Ti lascia anche lo spazio di guardarti intorno e gioire dei profumi (non piu quelli antichi) che la natura regala,
In cambio lasci indietro altre possibilità di vita, di carriera e tutto il resto.

Magari dovremmi ricordarci piu spesso di camicie rattoppate e scarpe sfondate, e della dignità con la quale i nostri "vecchi" le indossavano.

E pure ricordarci che ala fine siamo solo uomini.

D.
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Dira

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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Mar Feb 19, 2008 2:42 pm

Sai Niabi, io mi trovo abbastanza d'accordo con quanto ti ha scritto Daniela...
E' sicuramente vero che i tempi che viviamo non sono facili... ma è anche vero che, probabilmente, nella memoria degli anziani tutto ciò che riguarda la loro gioventù viene come avvolto in aura di bellezza e di perfezione... sai, un po' come diceva Leopardi, che col passare del tempo anche i ricordi più dolorosi sembrano farsi dolci e soavi.

E' vero che la nostra è una società in crisi in cui tutti i valori che prima sembravano certezza ora sono solo dubbio...
E' vero che a volte sembra di vivere in un mondo in cui regna solo il consumismo e la legge del più forte...
Però penso anche che sia sbagliato pensare che tutti agiscano in questo senso... che tutti siano solo degli arrivisti, che pensano unicamente al loro interesse... perchè non è così.
Senz'altro ci sono individui così, e senz'altro ci sono sempre stati... oggi come ieri.
Ma non sono tutti così... io conosco un sacco di persone, della mia età, ma anche più giovani, che non sono così...
Persone che sono mosse da sentimenti autentici di amore e comprensione verso gl'altri... persone che ogni volta che possono aiutano il prossimo, anche se estraneo...
Ci sono, vi assicuro che ci sono... basta cercarle.
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Elly

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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Mar Feb 19, 2008 4:18 pm

A distanza di settant'anni, anche aver attraversato la steppa vestiti di spine sembra un bel ricordo di gioventù... Questo non per sminuire l'esperienza di tua nonna. Einstein diceva che "i ricordi prendono i colori dall'oggi, e quindi da una prospettiva ingannevole". Da un punto di vista "microscopico", credo che questo sia vero.
Macroscopicamente parlando, invece, penso che il mondo di oggi lo hanno pur sempre creato le generazioni prima di noi; quello che abbiamo e quello che non abbiamo sono il risultato di ciò che ci hanno lasciato i nostri padri e i nostri nonni. Noi siamo responsabili da qui in poi, ma fino a questo punto del percorso non siamo stati noi a scegliere quale strada imboccare.

Detto questo, penso che in Occidente oggi si viva in un contesto un po' troppo alienante (soprattutto in città) e che sia normale, a un certo punto, il desiderio di tornare a un'esistenza più semplice. Invidio tantissimo quelle famiglie australiane che vivono in ranch sperduti in mezzo al nulla... Però, non sta scritto da nessuna parte che un giorno io non possa vivere come loro, e così tutti.

In generale, non penso che gli esseri umani siano così male.
L'altra sera guardavo un documentario su delle orripilanti rane che vivono nel fango, che mettono al mondo 500 uova alla volta in una pozza di schifo arroventata dal sole e le lasciano lì. Metà dei girini muore prima di nascere, la metà della metà muore bollita, metà della metà della metà si sbranano tra loro per sopravvivere. Alla fine, di 500 ne restavano non più di due.
Insomma, c'è di peggio.
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Solaris
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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Mar Feb 19, 2008 5:20 pm

Elly ha scritto:
A distanza di settant'anni, anche aver attraversato la steppa vestiti di spine sembra un bel ricordo di gioventù... Questo non per sminuire l'esperienza di tua nonna. Einstein diceva che "i ricordi prendono i colori dall'oggi, e quindi da una prospettiva ingannevole". Da un punto di vista "microscopico", credo che questo sia vero.
Macroscopicamente parlando, invece, penso che il mondo di oggi lo hanno pur sempre creato le generazioni prima di noi; quello che abbiamo e quello che non abbiamo sono il risultato di ciò che ci hanno lasciato i nostri padri e i nostri nonni. Noi siamo responsabili da qui in poi, ma fino a questo punto del percorso non siamo stati noi a scegliere quale strada imboccare.

Detto questo, penso che in Occidente oggi si viva in un contesto un po' troppo alienante (soprattutto in città) e che sia normale, a un certo punto, il desiderio di tornare a un'esistenza più semplice. Invidio tantissimo quelle famiglie australiane che vivono in ranch sperduti in mezzo al nulla... Però, non sta scritto da nessuna parte che un giorno io non possa vivere come loro, e così tutti.

In generale, non penso che gli esseri umani siano così male.
L'altra sera guardavo un documentario su delle orripilanti rane che vivono nel fango, che mettono al mondo 500 uova alla volta in una pozza di schifo arroventata dal sole e le lasciano lì. Metà dei girini muore prima di nascere, la metà della metà muore bollita, metà della metà della metà si sbranano tra loro per sopravvivere. Alla fine, di 500 ne restavano non più di due.
Insomma, c'è di peggio.

Come sempre magistrale elly sensei..

A.
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niabi

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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Mar Feb 19, 2008 5:32 pm

Non posso certo dire di non essere d'accordo con voi su molti punti, però vedete... io non credo che il suo (quello di mia nonna intendo) sia un discorso di malinconia fine a se stesso.

Lei stessa rabbrividisce al pensiero di quello che ha vissuto e di come anche, però era forse il rapporto tra le persone ad essere diverso, tra le persone a lei intorno intendo dire.

In generale no che gli esseri umani non sono male, ma a volte resta appunto un concetto generale. Ora mi piglia male così, poi magari tra un pò tornerò ad amare il genere di cui faccio parte. confused
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Giosp

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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Mar Feb 19, 2008 8:43 pm

Ognuno di noi ha in casa centinaia di cose che il Faraone d'Egitto non poteva permettersi. Ma il fatto è che le cose non contano nulla.
L'evoluzione non conta nulla.
È la società che non è stata capace di metabolizzare l'impennata evolutiva del ventesimo secolo. L'uomo è preso dalla frenesia perché il progresso corre troppo veloce per stargli dietro.
E la frenesia ruba il tempo per essere felici.
Tutto qua.
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niabi

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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Mer Feb 20, 2008 12:51 am

Ecco Giosp, condivido.
Il tuo discorso è molto logico, almeno per me, e in questo momento poi.
Mi hai fatto venire in mente un altro discorso, sempre di mia nonna. Andavano a piedi a lavorare, magari due/tre ore di cammino se andava bene però era un momento loro, e non del lavoro. Era un loro momento. Oggi tutti gli spazi, tutti i minuti sono stati occupati, forse mi manca l'aria in tal senso.
Forse non so neanche stare dietro alla frenesia, la subisco solo passivamente e non riesco a disfarmene... si viene trascinati.
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il_corvo

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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Mer Feb 20, 2008 5:11 pm

Razionalmente concordo con coloro che ritengono che ognuno è figlio del suo tempo e un oggi non sarà mai uguale a un ieri, e domani sarà diverso ancora.

Un giovane è figlio del suo tempo, però già io, che sono più vicino ai cinquanta che non ai quaranta mi accorgo che non passa giorno che, anche inconsciamente, non faccia raffronti tra ciò che vedo e ciò che ricordo.

Provo un'infinita pena soprattutto per i bambini di oggi. L'ho detto prima sicuramente erro ma non posso farci nulla è il sentimento che provo a dispetto di ogni ragione. Ai nostri fanciulli oggi non manca nulla, scuola, sport, tv, giochi elettronici, però io avevo una cosa che oggi manca: la libertà. I genitori lavoravano nei campi e noi ragazzi padroni della nostra fanciullezza, liberi di andare, vagare tutto il santo giorno. Gli orrori, ben noti, che oggi non ci consentono di abbassare la guardia non erano, allora, nemmeno immaginabili.

Non c'era internet, il web, i siti...piccanti, le ragazze , noi, abbiamo imparato a conoscerle "sul campo" (sui fienili) e per vincere la noia non ti rintanavi a guardare la tv, chiamavi glia amici e tutti sull'aia a giocare a calcio finchè esausti non ce la si faceva proprio più.

Fortunatamente non ho ancora ottant'anni (che tristezza invecchiare - l'alternativa però è morire giovani. Sigh!) però Niabi non ho alcuna difficoltà a comprendere le nostalgie della tua nonnina.

:-)
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Lonewolf
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MessaggioTitolo: Re: riflessione: in(e)voluzione   Gio Feb 21, 2008 1:41 am

niabi ha scritto:
Lonewolf ha scritto:
come credo che ognuno sia figlio
e attore del proprio tempo

E se uno nel proprio tempo ci sta proprio male? Smile
Quindi secondo te Lupè è un discorso di sensibilità, di scelte, di percezione e quindi in una parola sola di vita?

si nia,
è anche e soprattutto una questione di vita
i nostri figli, un giorno
troveranno logico vivere il loro mondo
ed in quello si riconosceranno
magari i più sensibili di loro
percepiranno i valori del passato
come un'eredità sfiorata
e non solo come un grigio fardello...

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