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Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino.
 
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 Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?

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momo70



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MessaggioOggetto: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Dom Set 21, 2008 2:03 am

Tre giovani di colore rubano un pacchetto di biscotti da un bar furgone. I gestori li inseguono. Poi l’aggressione, muore a sprangate il 19enne italiano di origine congolese “Abdul Salam Guibre”. Il giudice dirà che non si tratta di razzismo.
La polizia tedesca vieta la manifestazione “contro l’islamizzazione d’Europa” a Colonia, organizzata dall’associazione “Pro Koeln” che si oppone alla costruzione della moschea cittadina , cui ha aderito anche l’onorevole della lega Borghezio.
Scontri tra estremisti di sinistra e le forze dell’ordine durante la contromanifestazione.
Queste ultime notizie mi hanno fatto riflettere su quante sfumature ha il razzismo europeo:
C’è differenza tra l’essere anti-islamico e razzista?
Tra omofobia e razzismo?
Essere contro chi viene a rubarci il lavoro vuol dire essere xenofobo?
Mentre essere xenofobo non significa essere razzista?
Il fatto di essere in disaccordo con il governo d’Israele legittima gli antisemiti?
Un antisemita che non odia gli arabi o gli extracomunitari è razzista?
Si accomuna il populismo di destra con l’intolleranza, ma siamo sicuri che l’estrema sinistra sia completamente estranea a questo vizio?
Per maggiore chiarezza diciamo che il razzismo esalta le presupposte caratteristiche di un certo ceppo genetico e la necessità di conservarle pure da eventuali commistioni che lo indebolirebbero, quindi è insita in questa teoria l’inferiorità di tutte le altre razze.
Il sospetto è che oggigiorno si adoperi il concetto di buono e cattivo per mascherare il razzismo che di per sé risulta un anacronismo storico. In altre parole Abdul è stato ammazzato a bastonate non perché nero, non perché immigrato, non perché di fede islamica, bensì perché era cattivo in quanto ha trasgredito la legge degli uomini e di Dio: ha rubato. Poco importa se solo una scatola di biscotti, perché risulta comunque essere un attenuante per il giudice che assolve i suoi carnefici dal reato di razzismo.
Nietzsche sosteneva che un individuo è cattivo non perché abusa del prossimo, è tale perché reietto. Paradossalmente è buono il vincente che, non importa come, si può permettere una vita rispettabile. Quello che ci spaventa e rifiutiamo è il perdente.
Però questo non basta. Sentire Borghezio appellarsi ai principi della democrazia per protestare contro chi non ha permesso lo svolgimento della manifestazione contro l’islamizzazione dell’Europa, mi fa capire che c’è in atto una vera e propria distorsione del concetto democratico; oramai viene inteso come la “dittatura della maggioranza sulle minoranze”.
Insomma, ho messo molta carne al fuoco senza venire a capo di nulla. So solo che dieci anni fa ci scandalizzavamo quando vedevamo quei servizi sui bambini di strada brasiliani che venivano ammazzati per un tozzo di pane, schedati dalla polizia e vittime dei più turpi mercati. Oggi quegli stessi fatti sono diventati cronaca quotidiana delle nostre strade…
Il mondo che cambia preme per entrare in casa nostra e forse quello che stiamo facendo non è cercare nuovi termini per giustificare quei soliti vecchi crimini che ci hanno da sempre garantito “il nostro stile di vita”?
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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Lun Set 22, 2008 7:45 pm

"Il mondo che cambia preme per entrare in casa nostra e forse quello che stiamo facendo non è cercare nuovi termini per giustificare quei soliti vecchi crimini che ci hanno da sempre garantito “il nostro stile di vita”?"
è proprio così: tutti hanno paura dello straniero del diverso ecc, proprio perchè non sanno cosa davvero sia. millenni di religione monoteistica hanno fatto sì che si sia sempre vissuti con la certezza che la verità fosse e sia una, una e sola. chi non è cristiano non rispetta il vero modo di vivere, quello che garantisce la vita eterna, e quindi è nel torto.
inoltre l'uomo ha sempre avuto bisogno di identificarsi in un gruppo sociale, differenziare il 'noi' dal 'loro' e questo ovunque, avere un 'loro' serve per creare una più forte identità di 'noi' ( non si dice infatti che il nemico del tuo nemico è amico? ), vivere in pace e senza nemici significa una progressiva dinimuzione della socialità e cooperazione perchè viene anche a mancare un'unità d'intenti. il motivo è semplice: noi stabiliamo razze termini linguistici classificazione di malattie e quant'altro basandoci sulle differenze, prima che sullo somiglianze; la differenziazione è un'importantissimo fattore di coalizione da parte dei non diversi, che sono i terrori i rumeni o anche quelli che vivono alla Cipressina ( quando ero alle medie c'era infatti competizione tra la mia scuola e la succursale della Cipressina, storicamente visti come inferiori poichè erano la nostra succursale )

ora, Momo, carne al fuoco non mettiamola, facciamoci una grigliata di zucchine piuttosto! comunque, non ho intenzione di rispondere a tutte le domande, potrebbe venirne fuori una tesi di laurea
però ritengo che si possa dire che la parola 'razzismo' ( anzi forse è così anche nel dizionario ) racchiuda tutte le altre parole
ed inoltre penso che la sinistra non sia estranea a tutto ciò, o per lo meno non lo sia la sinistra del Veneto, poichè, e non mi stancherò mai di ripeterlo, al nord siamo tutti sotto sotto leghisti
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Elly



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 10:39 am

Io sinceramente non vedo grandi connessioni logiche fra i due eventi.

L'islamismo è diventato una specie di bersaglio mobile su cui far confluire l'odio e quindi è giusto che la manifestazione sia cancellata. Manifestare contro la diffusione di una cultura in Europa trovo sia inconcepibile e inaccettabile (visti poi i precedenti storici del nostro continente...)

Però credo che l'omicidio del ragazzo congolese non possa essere inserito in questo contesto, a meno che non si voglia strumentalizzare l'evento.

Io sinceramente non vedo razzismo in quello che è successo. Vedo violenza sicuramente, vedo gente che si fa impropriamente giustizia da sola, ma razzismo sinceramente no. Tre tizi entrano in un negozio e rubano; il proprietario sbrocca, li insegue, parte la lite e uno dei ladri finisce ammazzato a sangue freddo.

Ora, che uccidere una persona per vendicare un torto non rientri nei diritti e nei doveri del cittadino, non è in discussione. Se subisci un furto chiami la polizia e denunci, poi se non otterrai mai giustizia o risarcimenti è un altro discorso e non autorizza nessuno ad anteporre la vendetta personale alla legge.

Però, se prima di commettere l'omicidio il proprietario del bar ha chiamato il ragazzo "sporco negro", questo comunque secondo me non significa "omicidio a sfondo razziale", perché se il congolese fosse stato un bianco obeso e gli avessero detto "grassone di merda", o fosse stata un donna e le avessero detto "puttana di merda", nessuno avrebbe parlato di razzismo o avrebbe detto che la vittima era stata uccisa perché grassa o perché donna.
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Solaris
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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 3:44 pm

Elly ha scritto:
Io sinceramente non vedo grandi connessioni logiche fra i due eventi.

L'islamismo è diventato una specie di bersaglio mobile su cui far confluire l'odio e quindi è giusto che la manifestazione sia cancellata. Manifestare contro la diffusione di una cultura in Europa trovo sia inconcepibile e inaccettabile (visti poi i precedenti storici del nostro continente...)

Però credo che l'omicidio del ragazzo congolese non possa essere inserito in questo contesto, a meno che non si voglia strumentalizzare l'evento.

Io sinceramente non vedo razzismo in quello che è successo. Vedo violenza sicuramente, vedo gente che si fa impropriamente giustizia da sola, ma razzismo sinceramente no. Tre tizi entrano in un negozio e rubano; il proprietario sbrocca, li insegue, parte la lite e uno dei ladri finisce ammazzato a sangue freddo.

Ora, che uccidere una persona per vendicare un torto non rientri nei diritti e nei doveri del cittadino, non è in discussione. Se subisci un furto chiami la polizia e denunci, poi se non otterrai mai giustizia o risarcimenti è un altro discorso e non autorizza nessuno ad anteporre la vendetta personale alla legge.

Però, se prima di commettere l'omicidio il proprietario del bar ha chiamato il ragazzo "sporco negro", questo comunque secondo me non significa "omicidio a sfondo razziale", perché se il congolese fosse stato un bianco obeso e gli avessero detto "grassone di merda", o fosse stata un donna e le avessero detto "puttana di merda", nessuno avrebbe parlato di razzismo o avrebbe detto che la vittima era stata uccisa perché grassa o perché donna.

Be' ho perso la mia risposta.. nei tragici fatti del forumattivo.. Quindi ne approfitto.. E QUOTONE.

A.
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smoje



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 4:28 pm

è inutile premettere cosa pensi di razzismo, xenofobia, ecc ecc.
mi viene solo una triste domanda: ma con questo clima che si è creato in italia tra lega che prende un pacco di voti, la bossi-fini che viene acclamata come una legge fondamentale, i lavavetri che vengono visti come assassini (e non di moscerini) ecc ecc, siamo sicuri che se il malvivente fosse stato un compaesano del proprietario, quest'ultimo avrebbe sbroccato lo stesso fino ad ammazzarlo?
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melitta



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 5:21 pm

Infatti, caro Smoje, ho i tuoi stessi dubbi. E ce li ho perché abito a Milano da vent'anni e gente tesa, nervosa, incline a perdere il controllo, facile allo "sbrocco" ne ho vista e ne vedo tanta.
Ho visto anche sulle serrande nei negozi numerose scritte contro i negri bastardi e i figli di Allah in genere, corredate da epiteti che mi vergogno a ripetere. E lo schifamento del nero, del lavavetri, dell'albanese, del rumeno, dello zingaro ecc. è un sentimento purtroppo ampiamente condiviso, qui all'ombra della madunina.

Per cui penso - come i tanti che hanno partecipato alla manifestazione milanese di sabato scorso, in risposta al barbaro assassinio di Abdul - che la reazione del tutto spropositata dei due abbia una matrice razzista. Me lo dice anche il modo in cui hanno ammazzato quel poveretto: a sprangate, come un cane rabbioso o una pantegana. Non si uccidono così gli uomini, ma le bestie pericolose, i non-uomini insomma ("le bocche inutili" come venivano chiamati gli ebrei dalle SS - e rigurgiti di ideologie naziste ce ne sono fin troppi per i miei gusti). Abdul era solo un ladro di merendine, ma è stato massacrato in un modo che solo a pensarci mi sento male.

Impossibile comunque emettere un giudizio certo. Non ho mai avuto il piacere affraid di conoscere quei due signori. Parlando più in generale, e riferendomi a un ipotetico caso analogo, penso comunque che se il pacco di biscotti glielo avessi fregato io, al massimo mi avrebbero dato due schiaffi e "chiesto" cento euro o l'orologio in cambio del loro silenzio con i carabinieri. Se glieli avesse fregati una bella ragazza, le avrebbero dato ugualmente due schiaffi e poi imposto di essere "carina" con loro. Se glieli avesse fregati un gay, penso che lo avrebbero conciato di botte ma non lo avrebbero massacrato in quel modo. Parere personale, s'intende.

Aggiungo due ultime cose.
La prima. Quando sono arrivata a Milano, vent'anni fa, il giorno del trasloco la portinaia mi disse: "Vedrà che si troverà bene qui: in questo palazzo terroni non ne abbiamo mai voluti. Per questo c'è ordine, pulizia, quiete e silenzio." Chiaro, no?
La seconda. Quando entro in un negozio e indico alla commessa l'oggetto che mi interessa, il suo sguardo non va sul mio indice, ma sul mio orologio e sugli anelli. Se indosso almeno duemila euro di oreficeria, la ragazza sarà molto gentile. Se quel giorno ho lo Swatch e basta, sarà sbrigativa e scortese al punto da rasentare la villania conclamata.
Questa è la Milano che conosco io.

Abdul, riposa in pace e perdonaci tutti.

Melitta
parecchio rattristata
Crying or Very sad
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Airel



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 5:47 pm

ho perso le mie risposte No No

Quoto comunque melitta. Una realtà decisamente ipocrita quella italiana e sopratutto quella della società benpensante. Basti pensare anche a quello che è successo a Castelvoltuno... 6 africani (nigeriani mi pare) uccisi a pistolettante dalla bianca e terrona (mi permetto di usare il termine terrone perché pur essendo bustocco di nascita... i miei sono terronissimi Very Happy ) camorra locale, una protesta molto visibile e plateale della comunità nera del luogo... un paio di servizi su giornali e tv, e poi in nulla... ma che schifo!

la società italiana nutre al suo interno una certa quantità di razzisti, xenofobi e omofobi... questa è una realtà (e i gay presi a sassate a roma poche settimane fa?) che molti minimizzano, ma io starei attento.

Questi eventi trovano quasi "giustificazione" in alcune menti malate.. e sappiamo tutti che la madre degli imbecilli e sempre gravida affraid
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il_corvo



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 6:03 pm

Dal tenore degli interventi quello che se ne può dedurre è che non vi sono elementi per emettere un giudizio. Nè in un senso nè nell'altro.

Di primo acchito viene quasi naturale pensare che comunque una importante motivazione razziale o meglio razzista debba per forza esistere in un gesto talmente violento. In realtà un'attento esame della cronaca quotidiana ci insegna che anche il semplice furto di alcune merendine o biscotti possono essere un elemento scatenante. Abbiamo visto e sentito (purtroppo) persone dar fuoco ad un altro essere umano per futili motivi di parcheggio, botte fino alla morte per il rifiuto di una sigaretta per non parlare di mariti che ammazzano moglie e figli a colpi di martello. In nessuno dei casi sopraccitati la vittima è stata un extracomunitaria. Ricordo anche un episodio opposto: una giovane rumena (non extracomunitaria ma tant'è) che ha infilzato con un'ombrello una giovane italiana in un occhio causandole la morte, sempre per futili motivi.

Per cui trovo poco corretto asseverare proprie opinioni personali interpretando fatti casuali e difficilmente eliminabili.
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melitta



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 7:36 pm

Hai senz'altro ragione, corvetto: noi non abbiamo elementi per esprimere un giudizio. Ma un'opinione però ce la siamo fatta, e la mia, come si è capito, va nel senso della matrice razzista.
Provo a spiegarmi meglio.

I due hanno affermato di avere sferrato un solo colpo di spranga. Balla colossale, visto che il corpo del povero Abdul appariva massacrato.
Orbene, chi racconta una balla è un bugiardo. E, in quanto bugiardo, di balle può averne raccontate anche due o tre o cinque o cinquemila.
Ergo, io non prendo per veritiera la loro affermazione di avere agito senza pregiudizi razziali. Perché anche questa seconda affermazione è chiaramente di carattere difensivo, ovvero riduce la gravità del reato.
Per fortuna mia e di tutti, non spetta a me esprimere il verdetto di condanna e spero che i fatti mi diano torto. Ma la sensazione è questa.

Verissimo che la cronaca ci ha proposto fatti agghiaccianti. La gente sbrocca e si può morire tutti di morte violenta senza apparente motivo.
Ma.
Ma a morire di più sono i "diversi": i balordi, i neri, i poveri, le DONNE.

Che non si sia usciti dal medioevo (o che ci stiamo rientrando) me lo conferma anche un altro fatto di cronaca. Eccolo.
A Chioggia un uomo scopre la moglie a letto con il prete. L'uomo, giustamente, si incazza.
Il prete si rende irreperibile.
Il marito va dal Vescovo per protestare e chiedere una sanzione contro il prete.
Il vescovo inventa tutte le scuse possibili per non riceverlo. Alla fine lo riceve: ma solo per minimizzare la colpa del prete, anzi, arriva addirittura a dichiarare che la colpa è della donna, "che lo ha indotto in tentazione". cheers
Ah.
Impossibile, vero, che sia stato il prete a indurre in tentazione la donna!
La donna è come, nel medioevo, fonte di lussuria, ricettacolo di nequizie, strega, maliarda e costituzionalmente puttana.

Io dico che stiamo messi maluccio.
Baci baci,
sempre più sconfortata,
Melitta
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manuel



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 7:52 pm

Io sono in linea con l'opinione di melitta.
E aggiungo solo che le cronache dei vari quotidiani vanno a braccetto con queste notizie perchè come ci insegna l'America, smerciare il terrore giustifica il prezzo (in vite) delle guerre!
Noi siamo solo all'inizio, vedi la richiesta dell'uso dell'esercito in determinate situazioni (sempre per la sicurezza), ma credo che presto non avremo nulla di che invidiare ai fratelli americani e tutti avremo il nostro bel bunker.
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melitta



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 8:00 pm

Ah, Manuelito, mi hai fatto ricordare cosa avevo postato nell'intervento sparito domenica notte!

"La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini".
(Leonardo Sciascia)

study
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nu



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mar Set 23, 2008 9:00 pm

Anche io ho perso il mio commento ma leggendo Melitta l'ho ricordato.
Riflettevo su quanto il governo stia manipolando le paure irrazionali di molta gente.
Si sente in continuazione la parola "sicurezza".
Vogliono farci credere che dobbiamo difenderci da un ipotetico nemico, mettono i militari nelle strade, si vantano di proteggerci dagli stranieri.
Io mi domando invece: da chi dobbiamo avere timore?
La paura può essere controllata e invece credo faccia comodo alimentarla.
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Elly



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mer Set 24, 2008 12:18 pm

Infatti ho letto che ogni volta che viene percepita una crescente carenza nella sicurezza dei cittadini, si assiste a una recrudescenza della destra come sta accadendo proprio ora in Occidente. Anzi, sfruttare la paura e l'insicurezza è sempre stato il punto d'appoggio portante di quasi tutte le destre storiche.

Anche dalle parti di casa mia sono apparsi i militari e la cosa sinceramente mi lascia perplessa. Credo che l'esercito sia più preparato ad affrontare certe situazioni d'emergenza (per esempio l'anno scorso quando ci fu lo sciopero degli autotrasportatori, che seminarono praticamente il panico per le strade), soprattutto perché sono persone con addestramento speciale che magari non si spaventano e non fanno partire proiettili a caso, ma onestamente vedere gente in divisa sparpagliata per le strade in tempo di pace non mi piace per niente e spero che questa pagliacciata finisca presto.

Continuo comunque a credere che l'accusa di "omicidio a sfondo razziale" sia decisamente eccessiva e non vada pronunciata alla leggera, anche se è innegabile che Milano sia una città razzista. Un omicidio a sfondo razziale vuol dire che ammazzo un negro perché lo ritengo biologicamente inferiore a me. Nell'omicidio del ragazzo congolese mi sembra di vedere più che altro violenza repressa e le cosiddette "rotelle fuori posto"; la mia domanda non è "quell'uomo è razzista o no?", è "cosa può scattare nella mente di una persona comune per portarla a commettere un omicidio brutale a sangue freddo?"

Certo il clima di intolleranza non è d'aiuto, certo ci sono influenze ambientali che hanno amplificato l'attimo di follia, però uno scatto di violenza del genere non può essere generato da un'intolleranza, a meno che non stiamo parlando di un fanatico del ku klux klan o di uno di quei deficienti fondamentalisti dell'estrema destra giovanile. L'italia non è un paese con una cultura storica razzista come può esserlo l'america e anche se immigrazione e globalizzazione hanno creato un clima sfavorevole per l'integrazione, non mi sento di parlare di omicidio a sfondo razziale con leggerezza.

Per questo mi dà molto fastidio vedere come i giornali si rigirano la questione sparando definizioni a caso, nello stesso modo in cui trasformano ciclicamente in criminali i rottweiler, la gente che si è bevuta una 0.2 di birra a cena prima di guidare o maestre d'asilo che hanno accompagnato un bambino a fare pipì in bagno.
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melitta



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Mer Set 24, 2008 4:19 pm

Cara Elly, trent'anni fa il mio prof di Psicologia Sociale disse, a lezione: "Gli italiani non erano razzisti. Non lo erano finché non sono arrivati i negri in Italia."
Mi sembra tuttora una buona risposta.

Sul fatto che la gente sbrocchi in questa maniera, reagendo in modo sproporzionato allo stimolo che innesca la reazione, si possono formulare varie ipotesi. Ne cito alcune, escludendo la "ben precisa volontà di massacrare" (di cui diedero invece prova Erika e Omar, nella strage di Novi Ligure). Dal raptus alla stanchezza, passando per l'alcool, l'assunzione di sostanze psicotrope, per approdare infine alla frustrazione. La frustrazione ingenera aggressività. Questo è appurato.

Tornando a un'ipotesi di spiegazione del caso in oggetto, bisogna anche tener presente che, oltre ad aver subìto una frustrazione (furto dei biscotti), a "muoversi" erano in due, padre e figlio. Per quanto piccolo, era comunque un gruppo, unito da un vincolo di sangue e da un intento comune (quello di dare una lezione ai ladri). E il comportamento di un gruppo, anche se formato da soli due elementi, è in certi casi diversissimo dal comportamento che adotterebbero i membri trovandosi da soli.
Il gruppo può diventare un mostro ingovernabile (es. tifosi che devastano stadi, treni, città; o bravi padri di famiglia che linciano un ladro di polli... o di merendine). Il gruppo non è la somma dei suoi elementi: è una cifra diversa, imprevedibile e talvolta terribile.
Discorso lungo e complesso, che non sono in grado di sviluppare e approfondire come vorrei.

Riporto qui di seguito la Dichiarazione di Mario Agostinelli, capogruppo regionale del Prc

“Nel crocicchio anonimo dove è stato ferocemente sprangato Abdoul Guiebre e nel silenzio terrificante della gente che lì abita e che si ritraeva mentre questa mattina la delegazione del Prc deponeva mazzi di fiori, ho trovato il clima sconvolgente di quando, 12 anni fa, andavo a portare attestati di vicinanza ai 12 ninos de rua massacrati in una fredda mattina dai poliziotti di Rio de Janeiro nella piazza della Candelaria. Stessa sensazione di solitudine e di sguardi ostili.

Saprà reagire Milano? Si alzerà un moto di sdegno e di rifiuto della violenza, nella città che ha saputo integrare centinaia di migliaia di meridionali, fondendo culture e alimentando convivenza e solidarietà?

Oggi, qualcosa si è rotto nel legame sociale. Una rottura che affonda le sue radici in tanti problemi irrisolti, ma che in questi ultimi anni è stata ricercata con cura da chi ha scommesso proprio sull’indebolimento dei valori di solidarietà, di uguaglianza e giustizia sociale, per affermare l’opposto: l’individualismo, l’egoismo, l’identità etnica e territoriale, tutti presupposti del clima di violenza, intriso di pulsioni razziste, che Milano sta vivendo.

L’uccisione feroce di Abdoul sta proprio dentro tale contesto, quest’aria avvelenata che la Lega e la destra, con la loro politica dell’odio e della discriminazione - contro i rom, contro gli immigrati, contro i diversi - contribuiscono, ogni giorno, a costruire e che viene irresponsabilmente convalidata persino da rappresentanti del Governo e delle istituzioni.

Chi finora ha alimentato il circolo vizioso della paura e dell’intolleranza, senta su di sé tutta la responsabilità politica di quanto accaduto in via Zuretti. E chi già grida alla strumentalizzazione, pensi invece ad impegnarsi, come noi, per sollecitare un risveglio civile che consenta alla nostra città di recuperare i propri valori e la propria ragione.

Perché non si debba mai più sentire di un ragazzo, un nostro figlio, ammazzato una notte sulle nostre strade per il colore della sua pelle”.
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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Gio Set 25, 2008 6:11 pm

Continuo a non essere d'accordo, comunque capisco il tuo punto di vista Smile
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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Ven Set 26, 2008 4:18 pm

"Non si uccidono così gli uomini, ma le bestie pericolose, i non-uomini insomma " permettimi, a sprangate non si dovrebbe uccidere proprio nessuno, perchè non è altro che un gesto deliberato di violenza. se proprio si uccide che sia per ragioni migliori.
poi, per me di ragioni valide non ce ne sono, o meglio, c'è solo un bene relativo e mai oggettivo e bla bla

"Si sente in continuazione la parola "sicurezza".
Vogliono farci credere che dobbiamo difenderci da un ipotetico nemico, mettono i militari nelle strade, si vantano di proteggerci dagli stranieri.
Io mi domando invece: da chi dobbiamo avere timore?
La paura può essere controllata e invece credo faccia comodo alimentarla."
appunto, perchè la paura aiuta a chiudersi, e la chiusura rispetto allo straniero alla via pericolosa a nuove esperienze di qualsiasi tipo fa sì che si radichi di più il senso di un 'noi' leghisti e bravi lavoratori; ed aiuta l'ergersi dei governi di destra.

"cosa può scattare nella mente di una persona comune per portarla a commettere un omicidio brutale a sangue freddo?"
tanti anni di repressione ed un agire da bravo cittadino, e lo scoprire che nonostante questa maschera di buonismo c'è un nero qualsiasi che ti ruba i soldi dal bancone ( perchè se non erro credevano avesse preso i soldi e non i biscotti )

gli italiani non saranno razzisti, ma al nord lo spirito leghista è radicato in profondità e nessuno può farci nulla
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momo70



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Ven Set 26, 2008 7:20 pm

Voglio sottoscrivere ogni sviluppo del ragionamento espresso da Melitta.

Tuttavia sono del parere che l'omicidio del giovane congolose a Milano non è stato direttamente razzismo.
esempio:
In un caso come l'omicidio del tifoso laziale (Gabo) da parte di un agente che gli ha sparato per ragioni ancora misteriose, se la vittima fosse stata di colore la risposta sarebbe stata automatica: razzismo.

C'è, ahimè, anche nel razzismo una forma preconcetta.
L'esempio di Castel Volturno ne è una riprova. Nel resto del casertano ci sono state in passato altre mattanze di persone che eroicamente hanno detto "NO" alla camorra, eppure solo ora che le vittime sono nere e si "teme" l'accusa di razzismo, c'è una mobilitazione nazionale (ben venga sia chiaro).

L'accusa di razzismo fa paura perchè il black power è diventato una realtà ed è capace di produrre ritorsioni politiche anche a livello internazionale.

Lo stesso vale per l'antisemitismo. Un'accusa del genere fa tremare i polsi a chiunque, ma dubito che questo derivi da una questione etica o morale.

Quindi il razzismo e l'antisemitismo vanno dissimulati, ma non per questo sono scomparsi.

altro esempio: A Roma sono stati affissi manifesti in cui l'estrema destra inveisce contro le vittime di Milano e Castel Volturno, quello è razzismo e tutti si sono afrettati a criticarlo.
Eppure solo pochi mesi fa si voleva cacciare dall'Italia i romeni in blocco. Anche allora tutti si sbacciavano a dire che non si trattava di razzismo o xenofobia.

Ci ritroviamo i soldati per strada a difendere un'ipotetica sicurezza, ma per primi La Russa e Maroni ammettevano che si trattava di sicurezza percepita; cioè, inventata da quegli stessi media che hanno fatto campagna elettorale per il governo. Quei delitti tanto sbandierati si sono verifiacati anche con i soldati per strada, solo che ora non conquistano più le prime pagine dei giornali, o i titoli di apertura dei Tg; sono relegati nella cronaca locale, spesso in trafiletti a piedipagina. I delitti che emergono sono quelli che si macchiano di razzismo, ecco dunque la mobilitazione nazionale.
Cioè siamo andati oltre la "vetrinizzazione" dell'individuo, ora abbiamo raggiunto un livello superiore: il delitto esiste solo se riconosciuto tale dal conformismo di massa.

esempio: in Italia non è reato offendere gli omosessuali, perchè abbiamo un tizio che, bando ad ogni anacronismo storico, parla da un balcone e li definisce come cittadini di serie B, malati e da trattare con compassione cristiana, pur negandogli ogni diritto al riconoscimento della loro natura "diversa".
Chiunque dica il contrario sarà considerato sovversivo, amorale, perchè non si tratta certo di omofobia! Ognuno che si ribella sarà perseguito a norma di legge.

Sulla maggiore preparazione dei militari a governare certe situazioni, mi permetto di dissentire. Il militare al contrario dell'agente di polizia non può disubidire ad un ordine, pena la corte marziale. Un principio cui si appellano tutti i criminali di guerra. Ora ditemi se in una manifestazione come quella di Genova dei no global, ci fossero stati dei militari, ora nessuno di loro dovrebbe temere nulla grazie ad una serie di scarica barile in cui gli italiani poi sono maestri.
Sapete non è un caso che è durante le dittature che vengono messi i soldati per strada.

Io vorrei tanto sbagliarmi, ma condivido il timore di Melitta e vedo in Italia come nel mondo una regressione della civiltà, un ritorno al medioevo. Vedo un mondo opulento che non riesce più a garantirsi uno stile di vita troppo esoso per la civiltà umana, è l'ambiente stesso che mette dei paletti all'eterno sviluppo cui ci constringe il sistema finanziario neocapitalista. Il quale ora non può più erigere barriere tra nord e sud, est o ovest, oriente e occidente perchè il mercato è diventato globale. La migrazione dei popoli è oltre che un emergenza culturale, una necessità economica.
Abbiamo tutti paura dello spettro del futuro, quindi ci rifugiamo nella tradizione, nelle diversità che ci distinguono e ci impediscono di disperderci.
Il razzismo è diventato più di censo che di razza. Il vincente è diventato prototipo genetico che istintivamente ci fornisce la tara per la selezione di una specie superiore.

Il vincente è il furbo, è colui che abiura la morale a favore dell'egoistico accumolo di "roba". Il nepotismo favorisce la formazione di una nuova casta di patrizi. I deboli andranno ad ingrossare le file dei precari, cioè, dei nuovi servi della gleba, legati al destino della loro azienda, alla loro multinazionale.

Quello che mi spaventa di più è che al momento non esiste una controcultura capace di contrastare questa tendenza. La sinistra (il comunismo) cui sarebbe naturale rivolgere lo sguardo, la vediamo annaspare verso i favori di una democrazia sempre più massificata, affetta da tutti quei vizi da cui già Platone ci metteva in guardia.

Anche riguardo al razzismo anche a sinistra si adoperano dei distinguo pericolosi. Ricordo sempre a Milano quando qualche anno fa, durante le manisfestazioni del 25 aprile, i ragazzi in rappresentanza della brigata partigiana ebrea, sono stati scacciati a sassate da piazza del Duomo. Eppure la sinistra e lo stesso comunismo deve una buona fetta di se stesso alle menti degli intellettuali ebrei.

oggi c'è in atto la massificazione della cultura sia di destra che di sinistra. Una generalizzazione dovuta all'esigenza di chiudere interi concetti in semplici slogan pubblicitari.

Quindi nessuno di noi è razzista, basta avere il portafoglio pieno e non avere la disgrazia di perdere il posto di lavoro. Altrimenti ti puoi permettere di diventare leghista (alle ultime elezioni i comunisti del nord hanno votato per la lega) e prendere a sprangate chi ti ruba il tozzo di pane. Cioè, rasentiamo la legge della giungla. Nel caso sei ricco allora sei tenuto a non essere razzista, e che cavolo!

Poco importa se dobbiamo risparmiare sulla scuola, creare generazioni di precari ignoranti, senza alcun diritto civile. Basta che le mignotte si tolgano dalla strada e facciano il loro "lavoro" con discrezione. I lava vetri non rompano le balle, che vadano a morire di fame senza disturbare chi fa il proprio dovere di bravo cittadino, e che cavolo!

Secondo me esiste un razzismo culturale che va oltre il colore della pelle. E' quello che divide le persone anche solo dall'aspetto bello=buono / Brutto=cattivo. Stereotipi culturali che ci fanno reaggire inconsapevolmente ricco=rispettabile / povero=pericoloso. Di questo passo arriveremo a delle blacklist come per i cani mordaci: rom=razza mordace / bianchi=razza mite.

Parafrasando quello che ha detto Di pietro a PiazzaNavona: le dittature iniziano tutte in modo soft. Anche il medioevo arrivò poco a poco.
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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Ven Set 26, 2008 10:09 pm

io e lo Psi, l'ultima sera in cui siamo stati a Roma ( e precisamente dopo aver incontrato i romani, che saluto ) stavamo seduti sulle gradinate di quel 'momumento' del'Eur fatto a palazzone bianco guardando la città che si spandeva in lontananza, e ci siamo chiesti: cosa succederà a tutta questa fanfara della sicurezza quando il governo Berlusconi si sarà insediato? smetteranno di parlarne in modo che la gente implicitamente pensi "ma guarda, subito dopo le sue manovre siamo più sicuri, si sente parlare sempre meno di morti e rumeni"? oppure saranno gli stessi telegiornali ad avvisarci che si parla sempre meno di sicurezza, perchè se non glielo fai notare la gente non ci arriva? o invece continueranno per far sì che la gente viva in un clima di paura vagamente razzista adatto a mantenere il potere di destra?
forse è ancora presto per dire cosa sia successo, forse solo dopo questa manovra dei militari si smetterà di parlarne. comunque quello che a me sembra è che la dose sia stata rincarata, proprio per metterci ( anzi mettervi, visto che a Venezia non ci sono, e sarebbe ridicolo che ci fossero ) i militari nelle strade e farci prendere le impronte digitali.
a me, tutto questo controllo, le telecamere per le strade la polizia e sopratutto la prospettiva delle impronte sembra eccessivo, e sopratutto molto molto fastidioso
"oggi c'è in atto la massificazione della cultura sia di destra che di sinistra"
non posso che essere d'accordo
"Quindi nessuno di noi è razzista, basta avere il portafoglio pieno e non avere la disgrazia di perdere il posto di lavoro. Altrimenti ti puoi permettere di diventare leghista"
guarda che i leghisti sono ricchi, anche se la loro massima aspirazione è arare i campi
"Secondo me esiste un razzismo culturale che va oltre il colore della pelle. E' quello che divide le persone anche solo dall'aspetto bello=buono / Brutto=cattivo. Stereotipi culturali che ci fanno reaggire inconsapevolmente ricco=rispettabile / povero=pericoloso. Di questo passo arriveremo a delle blacklist come per i cani mordaci: rom=razza mordace / bianchi=razza mite."
a parte che questo lo dico anche in Metafora, lo dicevano anche i greci!
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rosetta



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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Dom Set 28, 2008 11:06 am

Ciao a tutti, sono ritornata. Dopo un lungo periodo di assenza forzata, eccomi. Vorre stavolta riuscire a non allontanarmi tanto.
Comunque...
Molte cose dette le condivido. Altre un po' meno.
Da parte mia su questa cosa ho un'emozione forte da raccontare ...
Due settimane fa, avevo un appuntamento dalle parti di via Gluck, zona di
Milano che ho frequentato l'anno scorso con una certa continuità. Sono arrivata in anticipo e ho pensato di andare a bere qualcosa in un baretto/latteria che conosco di via Zuretti (la via parallela a via Gluck), precisamente pochi metri più avanti del bar dove è avvenuto il feroce delitto. Lontano da me il ricordo di Abdul, (Non so perché eppure quando la tele ha fatto vedere la via e il luogo del delitto non mi sono ricordata che io lì mi fermavo spesso.)
Quando però mi sono trovata a parcheggiare proprio di fronte al marciapiede pieno zeppo di fiori, di lumini e scritte sul muretto, mi sono ricordata tutto. Ho tremato e ho sentito il bisogno di scendere e pregare.
Intanto altra gente si fermava. Un uomo ha lasciato la macchina in seconda fila, con le quattro frecce accese, poi è sceso e silenzioso si è fermato davanti al marciapiede, forse in omaggio... a cosa? Ai fiori? al muro? o al ricordo di un ragazzo morto per il colore della propria pelle?
Perché come molti credo che è Abdul è stato ucciso anche perché nero. Fosse stato bianco non lo avrebbero preso a sprangate.
Ci sono cose e gesti che con alcune persone non si fanno. Con altre sì.
Gli extra comunitari, gli immigrati, le persone sole e povere, sono coloro verso cui non ci intressa erigere controlli. Con loro siamo superiori, a volte i veri noi stessi, ossia duri e anche arroganti.
Il razzismo, secondo me, c'è in quasi tutti noi. Sfumato o fortemente represso, al nord come al sud dell'Italia, isole comprese.
E' un sentimento che annidia dentro, anche per coprire le nostre fragilità, la paura di non essere quelle persone che crediamo di essere. Allora ecco il ricorso non alle nostre forze interiori ma alla razza, alla specie a qualcosa che concretamente dimostri la nostra superiorità. E anche se fingiamo di nasconderlo con uno due, cento argomenti validi ... resta e scava dentro un senso di risentimento
D'altra parte il comportamento dei nostri nonni lo dimostra. Fino a poco fa erano i meridionali gli esclusi, perché terroni, sporchi, chiassosi e lazzaroni.... Melitta ha messo il dito nella piaga. C'erano negli anni 50 cartelli che dicevano: "Non si affitta ai meridionali."
Oggi il razzismo è forte, molto forte, ma al contrario d'allora ll'avidità del denaro lo è di più e perciò si può anche affittare a "un essere inferiore" purché paghi bene, puché paghi sempre e non rompa le palle!.
Ci sono anche argomenti e situazioni che sembrano dire il contrario, è vero. Situazioni in cui il più forte sembra essere l'altro. Vedi i casi in cui etnie si insediano in massa in zone e territori mettendo in minoranza chi ci abita da sempre e da lì non vuole andarsene. Ma qui bisognerebbe scendere nei particolari e metter mano a delle leggi o dei regolamenti seri (non razzisti ma tesi a controllare la corretta convivenza e tolleranza).
Questa è la nostra società. Purtroppo.
E più aumenta la paura di non farcela, la sensazione di essere superati, la fragilità nei confronti di abitudini e reazioni che non riusciamo a capire, più aumenta la forma di razzismo. Che si alimenta e si amplifica quando diventa pubblico e manifesto.
(E' un pensiero anche d'altri, quindi sono nel giusto!)

Combattere il razzismo secondo me, vuol dire cominciare a lavorare su noi stessi. E non solo in termini religiosi o di tolleranza. Anche.
In fondo ogni popolo ogni razza ha una sua grande storia che gli ha permesso di arrivare ad oggi. Magari diversa, ma pur sempre ricca e articolata. Questo è un elemento che ci deve far riflettere quando giudichiamo l'inferiorità o la superiorità con parametri che sono solo nostri.

Quanto alle differenza tra razzismo, antisemitismo etcc. non me la sento adesso di affrontare l'argomento. In fondo ho già scritto abbastanza per essere la prima volta dopo il mo rientro.
E ditemi che è poco.

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MessaggioOggetto: Re: Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?   Oggi a 7:22 am

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Razzismo, antislamismo, xenofobia, antisemitismo, omofobia… c’è differenza?
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