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Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino.
 
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 LIVELLO CULTURALE - AMBIENTE

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zerodue



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MessaggioOggetto: LIVELLO CULTURALE - AMBIENTE   Mar Set 30, 2008 9:18 pm

E' una cosa che mi ha sempre incuriosito e spesso ne sento parlare.

IL livello culturale di una persona è più legato all'ambiente in cui si muove o altro???

Non vi sto chiedendo di dirmi cosa ne pensate a riguardo, ma sono curioso di sapere come Voi giovini talentuosi di cultura (sennò che ce state affà qui?) siete arrivati al livello culturale che avete oggi, le vostre singole, uniche esperienze.

Grazie

Enrico
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melitta

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MessaggioOggetto: Re: LIVELLO CULTURALE - AMBIENTE   Mer Ott 01, 2008 12:42 am

Bentornato Enrico! Smile

Bella domanda.
Senza dubbio l'ambiente conta moltissimo. L'essere umano è come una spugna: assorbe ciò che lo circonda e ne viene sensibilmente modificato. Ma non basta essere circondati da libri o da gente colta per diventare automaticamente "colti". C'è bisogno di una spinta all'azione: la curiosità.
Se uno non è curioso, la sua cultura resta elementare. E per cultura intendo non solo un insieme di dati (nozionismo bieco e becero) ma anche "tutto ciò che non sembra cultura ma che indiscutibilmente lo è" (canzonette, film, fumetti, uso appropriato di oggetti, comprensione del significato dei proverbi, moda, sport, radio e tv ecc. ecc.).
Terzo elemento necessario è, secondo me, la disponibilità di tempo libero (ovvero, non devono sussistere condizioni di vita troppo dure).

Ambiente favorevole, curiosità e tempo per assimilare e metabolizzare il tutto.

Io in questo sono stata baciata dagli déi e, pur avendo ancora un miliardo di cose da imparare, mi ritengo abbastanza soddisfatta del mio livello culturale. Però continuo a studiare, tutti i giorni... e a guardare le cose con curiosità, e a fare domande, a interloquire con tutti quelli che mi attaccano bottone (soprattutto in treno alien ) e ad ascoltare molto...

baci baci,
Melitta
study
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senza



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MessaggioOggetto: Re: LIVELLO CULTURALE - AMBIENTE   Mer Ott 01, 2008 1:51 am

visto che sto preparando l'esame di antropologia culturale ti rispondo e così provo anche a vedere se ho capito la materia o se dovrò saltare l'appello eheh
'cultura' è una parola polivalente: da un lato c'è la cultura come la intendi te, cioè quella cosa che si apprende studiando e che ci fa apparire dotti e dall'altra la cultura è il modo specifico di un popolo di comportarsi, modo appreso ed inconscio che stabilisce un ordine di valori in modo che sia possibile convivere in una data società. tutti i popoli hanno in questo senso cultura, non c'è una persona che ne ha di più o che ne ha di meno o un popolo più acculturato di un altro
la cosa interessante è che in entrambi i sensi la cultura è qualcosa che viene appunto modellata dall'ambiente inteso come luogo naturale ( che viviamo al centro di Milano o nella giungla l'ambiente fa nascere determinati problemi, e la cultura sarebbe il tentativo di destreggiarsi e far fronte a questi problemi, per esempio inventando i semafori e i falcetti ) sia come ambiente sociale. in entrambi i casi la cultura dipende dalla nostra famiglia e dall'educazione che riceviamo, che altro non è se non l'insieme di pratiche condivise ritualizzate e ritenute importanti.
infatti, noi occidentali definiamo cultura sapere tanto di letteratura storia dell'arte e saper fare citazioni erudite, perchè queste sono le cose importanti, perchè la vita ci è diventata facile grazie al progresso tecnico ed il progresso mentale si è sviluppato in un senso completamente diverso.
Laborit ad esempio diceva che per fare qualcosa di nuovo è necessario uscire dalla propria nicchia, e che se rimaniamo sempre nel medesimo amiente le nostre idee saranno solo una copia delle idee dei nostri genitori. aggiungo io: fino a mezz'ora fa ero insieme a dei miei compagni delle medie alla sagra di tarù, due di questi erano proprio delle teste di rapa, gente che non è assolutamente uscita dalla visione ingenua del mondo dei loro nonni contadini, che definivamo i restanti universitari come dei dotti perchè siamo universitari: la cultura oggi è spesso identificata con quello che si insegna a scuola.
inutile dire che Laborit probabilmente direbbe che studiare sui libri non aiuta affatto ad uscire dalla propria nicchia.

questa è la mia esperienza: il mio ex ha due anni più di me e non faceva che farmi sentire piccola perchè lui andava bene a scuola e stava per iscriversi a filosofia; così io un bel giorno ho detto: anch'io voglio fare la fissa che sa la cultura! e mi sono messa a studiare. per fortuna ho seguito le sue orme ed ho fatto filosofia, cosa che mi ha permesso di sviluppare un senso critico che mi mancava totalmente pochi anni fa.
secondo me l'uomo è libero, per quanto l'ambiente, i genitori ed i primi anni di vita lo influenzino, nessuno è la copia pedissequa dei propri genitori, basta poco per creare qualcosa di nuovo ma è inutile credere che questo qualcosa di nuovo non sia favorito o meno dall'ambiente in cui si vive, e sopratutto da quello in cui si nasce
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nu

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MessaggioOggetto: Re: LIVELLO CULTURALE - AMBIENTE   Mer Ott 01, 2008 8:57 pm

L'ambiente conta molto ma c'è anche una predisposizione naturale che spinge ad interessarsi o no di "cultura".
Parlo di cultura in un senso molto ampio in quanto ritengo che ogni risposta dell'uomo al proprio desiderio di conoscere sia cultura.
Ricordo di un compagno delle medie che faceva la collezione di Dylan Dog eppure avevamo 12 anni.
Io ho imparato tardi ad amare il sapere perchè la scuola l'ho vissuta male e per questo mi permetto di dire che molti danni all'amore verso la cultura derivano da essa.
Conoscere le materie fondamentali va anche bene ma bisognerebbe insegnare che cultura è molto di più: musica, fumetti, quadri, foto, politica, storia, televisione, interesse e curiosità verso il mondo.
Credo che il peggio che possa accadere ad un bambino sia non essere esposto a stimoli che possano suscitare interesse. Si rischia di crescere senza capire se stessi, le proprie inclinazioni e quello che c'è al di fuori della propria persona.
Il mio livello di culturale non è certo elevato ma da una decina di anni a questa parte, esattamente con la fine degli studi scolastici, attraverso fasi ed esperimenti ho iniziato a capire cosa mi piace leggere, ascoltare, guardare.
I gusti "culturali" sono parte dell'identità di una persona.
Non mi piacciono però le persone che della loro conoscenza fanno vanto, mi sembra stupido e inutile.
Quello che so l'ho voluto approfondire per amore verso me stessa, mi interessa relativamete farlo sapere al mondo intero.
Certo mi fa piacere avere scambi di idee specie quando incontro qualcuno con i miei stessi interessi ma alcuni comportamenti snob mi fanno un po' sorridere.
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Solaris
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MessaggioOggetto: Re: LIVELLO CULTURALE - AMBIENTE   Gio Ott 02, 2008 2:06 am

zerodue ha scritto:
E' una cosa che mi ha sempre incuriosito e spesso ne sento parlare.

IL livello culturale di una persona è più legato all'ambiente in cui si muove o altro???

Non vi sto chiedendo di dirmi cosa ne pensate a riguardo, ma sono curioso di sapere come Voi giovini talentuosi di cultura (sennò che ce state affà qui?) siete arrivati al livello culturale che avete oggi, le vostre singole, uniche esperienze.

Grazie

Enrico

Be' io sono sempre stato curioso, e appassionato, non faccio mai niente senza metterci tutto l'interesse del mondo, a parte "produrre" per essere pagato, è n'altra cosa.
Ho letto come un disperato da piccolo, ma ho anche visto quintali di cartoni animati. Ho iniziato a scrivere e a vedere la scrittura come uno strumento di indagine su me stesso e piano piano sull'uomo. E la scrittura stessa ho interrogato e interrogo in continuazione perchè non sia
secca, mai. Per questo mi faccio leggere, perchè se non è letta non vive e non si completa.
Ho amato e sono stato amato, anche questo ha tenuto viva la voglia di imparare e crescere. La bellezza è un cibo, e la bellezza è una pianta da curare. Amo e sono amato.
Ora leggo pochi libri e vedo pochi film, leggo molti manga e vedo serie tv. Non penso di aver abbassato la qualità delle mie fonti: ma di aver scelto qualcos'altro da divorare fino all'osso per poi passare ad altro portandomi un pezzo ancora di maggior chiarezza sulle cose, o qualche nuovo affascinante dubbio, Non studio più? Sarà vero?

A.
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rosetta

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MessaggioOggetto: Re: LIVELLO CULTURALE - AMBIENTE   Ven Ott 03, 2008 10:49 pm

Ciao
sono rosetta.
Cerco di rispondere alla tua domanda, dandoti la mia interpretazione e opinione anche se questo della cultura è un tema molto pericoloso, in quanto sono molti i concetti e le sfumature che questa parola sottintende.
Ma, venendo al dunque, sono quasi certa che l'ambiente aiuta o raffredda la voglia di cultura.
Penso ad esempio a quelle comunità dove fino a qualche anno fa si tendeva a valorizzare il Lavoro quello delle mani, quello della fabbrica o dei campi. L'apprendere era considerato beneficio e privilegio dei ricchi e le persone delle classi meno abbienti che studiavano erano viste come degli snob. Non sto dicendo cose nuove, lo so. Negli anni 30/40 chi lavorava nelle fabbriche si aspettava che i i figli imparassero un mestiere, non che andassero all'universitò. Quindi il sapere era sì di tutti, ma limitato e circoscritto al tipo di lavoro/mestiere.
Oggi le cose sono cambiate, ma in molti ancora esiste questo atteggiamento.
Io vivo quotidianamente con persone che hanno tanta espierienza ma non sempre un alto livello di sapere. Ebbene, spesso li sento dire, parlando di qualcuno che ha più sapere di loro: "Ha la puzza al naso..." ocppure "Si tiene, chissà chi crede d'essere."
Ovvio quindi che di fronte queste affermazioni non solo si finisce col non mosttrare le proprie conoscenze, ma addirittura si tende a soffocare il bisogno di sapere/conoscenza.

In contrasto a questo modo di intendere la cultura, credo che ci sia un'altra corrente di pensiero (se così la possiamo chiamare) che invece considera la cultura/conoscenza una forma di potere molto forte.
Quindi la cultura o il sapere come una ricchezza che permette di avere la supremazia sugli altri.


Non so se volevi questo tipo di risposta o altro.... Spero di si.

Auguri e salutoni

Rosetta
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arzy

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MessaggioOggetto: Re: LIVELLO CULTURALE - AMBIENTE   Sab Ott 04, 2008 1:29 am

rispondo dall'alto della mia età veneranda per cui credo la situazione sia abbastanza diversa da quella dei giovani talentuosi cresciuti in un contesto assolutamente diverso dal mio

sono sicuramente un uomo con un buon livello di cultura raggiunto

con una base di ignoranza altrettanto rilevante, un gap che deriva sicuramente dal mio ambiente di crescita

mia madre ha finito gli studi elementari, suo padre (mio nonno) no: ha ripetuto per 7 volte la prima elementare, regolarmente veniva bocciato visto che poco prima della primavera spariva dalle aule scolastiche e lo ritrovavi nei campi a lavorare

buona parte dell'ambiente che ho frequentato da bambino per parte di madre era un ambiente contadino e questo ha avuto un influenza enorme, nella mia formazione: mi insegnavano non tanto ad apprendere dai libri ma a saper ... leggere la natura

mio padre, data la guerra, non ha finito gli studi superiori e poi nella vita ha fatto il capotreno in ferrovia. Leggeva, perché per vincere i concorsi doveva studiare e questo gli ha lasciato il gusto di leggere. Romanzi. Che sono belli, per passare il tempo, ma non sono una lettura scientifica, non ti danno metodo.

buona parte dell'ambiente che ho frequentato da bambino per parte di padre era un ambiente di lavoratori, qualcosa più che non operai (caposquadra, camionisti padroncini, bottegai, negozianti).

Qualunque livello di cultura io possa mai raggiungere ulteriormente, non potrò mai prescindere da quella base di partenza, da quella classe sociale della quale io, nonostante la laurea, nonostante sia oggi un dirigente, nonostante possa addirittura fregiarmi del titolo di professore, nonostante mi diletti e mi cimenti con prosa e poesia, di quella classe sociale della quale io culturalmente continuo a far parte e continuo a sentirmi parte

Chissà invece cosa sarei, come la penserei se il mio babbo fosse stato un avvocato di grido e la gente che si frequentava fosse stato quello dell'opulenta borghesia

Anzi, niente chissà: semplicemente, condizionato dall'ambiente, dal contesto, sarei comunque diverso

E quell'io non piacerebbe all'io che sono

Naturale, del resto

farao
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