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 Critica

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DT

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MessaggioTitolo: Critica   Dom Ott 12, 2008 2:30 pm

Dunque,

che ne pensate della critica? Per adesso non mi interessa discutere sulla pratica, ma solo sulla sua natura. Mi importa molto sapere il vostro parere, e mi interessa anche sfatare alcuni luoghi comuni piuttosto ricorrenti (sempre che ci riesca).
Non dico ancora nulla perché preferisco non condizionare nessuno nel giudizio, nel bene e nel male. Però posso cominciare con una aporia: secondo voi essa è una disciplina (e quindi ha una metodologia, un oggetto di scienza, degli obiettivi, si riferisce ad un pubblico particolare, ecc) oppure è pura divulgazione (e quindi hanno ragione a considerare il critico come un giornalista/recensore)?
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Il grande vecchio

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MessaggioTitolo: Re: Critica   Mar Ott 14, 2008 11:35 am

Diciamo che il ruolo di critico è fondamentale per studiare e catalogare l'immensa produzione letteraria di ogni tempo e luogo, piuttosto che per analizzare in profondità aspetti di un'opera che, ad una lettura superficiale, potrebbero pasare inosservati. Molta importanza riveste inoltre il ruolo che il critico detiene come promotore culturale e studioso dell'evoluzione storica di una disciplina.
Ciò che invece non mi è mai garbato dei critici è il voler spesso ergersi a soli ed unici detentori della validità di un'opera, spesso in aperto contrasto con i gusti del pubblico. Sebbene la loro analisi possa essere più corretta, in quanto basata su di un attento studio e di un utilizzo di strumenti appropriati d'indagine, credo che in fin dei conti la letteratura sia soprattutto "magia" e quindi non sempre possa essere indagata con sistemi critico/razionali.
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Solaris
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MessaggioTitolo: Re: Critica   Mar Ott 14, 2008 12:27 pm

Il grande vecchio ha scritto:
Diciamo che il ruolo di critico è fondamentale per studiare e catalogare l'immensa produzione letteraria di ogni tempo e luogo, piuttosto che per analizzare in profondità aspetti di un'opera che, ad una lettura superficiale, potrebbero pasare inosservati. Molta importanza riveste inoltre il ruolo che il critico detiene come promotore culturale e studioso dell'evoluzione storica di una disciplina.
Ciò che invece non mi è mai garbato dei critici è il voler spesso ergersi a soli ed unici detentori della validità di un'opera, spesso in aperto contrasto con i gusti del pubblico. Sebbene la loro analisi possa essere più corretta, in quanto basata su di un attento studio e di un utilizzo di strumenti appropriati d'indagine, credo che in fin dei conti la letteratura sia soprattutto "magia" e quindi non sempre possa essere indagata con sistemi critico/razionali.

Credo di poter sottoscrivere in pieno.

Mi sono occupato, molto, di critica cinematografica.
Indiscutibilmente c'è bisogno di studiosi che rispettando una metodologia condivisa sottopongano le proprie valutazioni sulla produzione cinematografica, perchè diventi nel tempo patrimonio storico e perchè non sfuggano aspetti filologici e speculativi altrimenti non alla portata dei più.
Quella che mi preme però è mettere in discussione la tradizione critica italiana: dal punto di vista cinematografico, a fronte di penne magistrali, ho dovuto prendere atto di un triste complessivo livellamento verso la mediocrità autarchica.

A.
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MessaggioTitolo: Re: Critica   Mar Ott 14, 2008 6:25 pm

"Sebbene la loro analisi possa essere più corretta, in quanto basata su di un attento studio e di un utilizzo di strumenti appropriati d'indagine, credo che in fin dei conti la letteratura sia soprattutto "magia" e quindi non sempre possa essere indagata con sistemi critico/razionali."

e invece no! i critici sono persone, ed in quanto tali sono soggettività, ed in quanto soggettività hanno giudizi soggettivi.
è questo che non mi piace della critica, il fatto che sia fallacie come il pubblico. per il resto sottoscrivo quanto dice il grande vecchio
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stramma

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MessaggioTitolo: Re: Critica   Mar Ott 14, 2008 6:56 pm

Direi innanzitutto che non esiste una sola critica, che non esiste nessuna metodologia universalmente condivisa e che, a seconda dell'approccio critico utilizzato, uno stesso testo - scritto o filmico che sia - può essere considerato in modi diversi (dal capolavoro all'emerita schifezza!).
Ciò significa che i risultati di un certo processo critico non sono validi di per sè, ma possono esserlo relativamente all'approccio utilizzato.
inoltre penso che chiunque intraprenda l'analisi di un'opera ha interesse a dimostrare qualcosa, una teoria. per questo tenderà a stiracchiare la metodologia e anche a nascondere l'importanza di certi elementi pur di arrivare ad affermare proprio la correttezza della sua teoria. (quest'ultimo concetto mi fece giocare una lode a un certo esame! Evil or Very Mad )
Quindi credo come dice senza alla soggettività - diciam mirata, calcolata - del critico, cosa che anche per me rende tutto mlto meno digeribile... o forse no?Forse è proprio questo che rende la critica u a specie di arte?

Comnque, gran bella domanda! scratch
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Elly

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MessaggioTitolo: Re: Critica   Ven Ott 17, 2008 2:02 pm

Più che una scienza la definirei un'arte, un po' come la diagnostica; il critico deve valutare lo statuto di un'opera affidandosi a delle linee guida definite dalla tradizione precedente, basandosi però soprattutto sulla sua esperienza (deve essere sicuramente un fruitore smaliziato). Questo non esclude né l'esistenza di criteri oggettivi, né il fatto che l'indagine è filtrata attraverso il gusto personale. Il bravo critico è anzi quello che lo fa trasparire in modo chiaro, parlando in prima persona e non parandosi dietro gli "è noto", "è risaputo", "tutti dicono".
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