Al Dolphin Hotel

Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino.
 
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 Dove andremo a finire

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Lonewolf
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MessaggioOggetto: Dove andremo a finire   Ven Feb 22, 2008 5:31 am

leggevo, sconsolato, dell'ultima raffica di aumenti
che ci tocca, sempre meno pazientemente, di sopportare

non che servisse leggerne
per vedere la benzina sopra 1,4 €
ed i prezzi dei prodotti alimentari balzati alle stelle...

pil a +0,1

inflazione a 2,8%

mutui alle stelle

e la gente non ce la fa più
ovunque
ma soprattutto nei grandi centri urbani
dove vivere
è roba da ricchi...

se non ripensiamo le regole di questo paese
e non ci adoperiamo per farlo ripartire
mi chiedo, davvero
dove andremo a finire

Evil or Very Mad

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Sphinx



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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Ven Feb 22, 2008 10:12 am

Per quanto riguarda il cosiddetto PIL, è una forzatura che ci vogliono far entrare per forza nella testa, ma come indicazione della "ricchezza" è una ciofeca, e lo dicono anche grandi economisti. Il PIL tiene conto di tutte le transazioni di denaro, anche quelle che l'economia la distruggono, come per esempio il dovere risarcire i danni di una calamità naturale. E' un indicatore di consumo che, spero, prima o poi venga sostituito con uno migliore dato che può determinare fluttuazioni nella borsa ingiustificate.
Dal canto mio non ho fatto studi di economia, ma negli ultimi anni ho incominciato a informarmi un po' e quello che ho capito è che gli indicatori economici che vengono usati sono spesso errati.
La strada da percorrere è difficile, ma io sono ottimista, e credo che in futuro le cose potrebbero cambiare. Ti consiglio di cercare sulla rete decrescita economica, io ci credo. Very Happy
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Giosp

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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Ven Feb 22, 2008 10:49 am

Dove andremo a finire?
Dunque... terza guerra mondiale, guerra civile, terzo mondo...
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Lonewolf
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 12:23 am

concordo che il pil non è un grande indicatore
ma è sicuramente quello mediaticamente più diffuso...

tutti pessimisti come giosp alias orson pand??

o pensate che in qualche modo
riscrivendo regole
e rilanciando il paese
se ne possa venir fuori?

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Giosp

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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 1:39 am

lol! lol! lol!
Conversazione con mio fratello (che sta a Londra) su Skype:

Bro: intanto mi sto guardando il tg5
Giosp: il tg5?
Bro: si
Giosp: con tutte le cose belle che si possono fare a londra guardi il tg5? te sei malato...
Bro: mi mancava l'italia, e il miglior modo x non farsela mancare è guardare un telegiornale ... e ora non mi manca più

jocolor

(A volte mio fratello è un grande)
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Lonewolf
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 2:15 am

Orson Pand ha scritto:
lol! lol! lol!
Conversazione con mio fratello (che sta a Londra) su Skype:

Bro: intanto mi sto guardando il tg5
Giosp: il tg5?
Bro: si
Giosp: con tutte le cose belle che si possono fare a londra guardi il tg5? te sei malato...
Bro: mi mancava l'italia, e il miglior modo x non farsela mancare è guardare un telegiornale ... e ora non mi manca più

jocolor

(A volte mio fratello è un grande)

in effetti
immagino che sia una giusta procedura

sagace Smile

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Solaris
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 2:21 am

Tuttavia sono convinto di una cosa.
Che sia utile per chi semina male fra credere che il male sia già fiorito.

Ho l'impressione che la comunicazione negli ultimi due anni abbia la grande responsabilità di aver fatto mercato della depressione, dei problemi, delle incertezze. Perchè vendono bene.

Penso alla meningite, penso al costo della pasta (!!), penso alla spazzatura.
Come se fossimo segnati da un destino infame, come se un anatema ci stia schiacciando.

Sono convinto che siano molte le cose da sistemare ma ancor più convinto che l'esasperazione del disgusto e della sfiducia permetta vita comoda a chi gestisce il potere.

Non siamo burattini, siamo artefici del nostro tempo. Purtroppo però convinti di non poter fare nulla guardando le nostre mani nude. Sono due. Solo due. Se non si uniscono ad altre mani.

A.
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 2:24 am

anche io son convinto che l'informazione
o la disinformazione
generalizzata e diffusa
a cui siamo quotidianamente sottoposti
sia nociva e velenosa
oltre che premeditata

in fondo
se la televisione dice che sei morto
se anche a te batte ancora il cuore
un po' di preoccupi lo stesso...

(bella l'immagine delle mani Smile)

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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 3:16 am

Mi è piaciuto moltissimo l'intervento di Solaris I love you e mi sento di condividerlo in toto. Al famoso pessimismo della ragione, bsogna sempre contrapporre l'altrettanto famoso ottimismo della volontà. Altrimenti si resta immobili, a piangersi addosso, a dire "non c'è speranza" e questo secondo me non va bene.

Ho anche l'impressione (ne parlava giorni fa Beppe Severgnini alla radio) che sia un vizio prettamente italico quello di trovare tutti i motivi per disprezzare il proprio Paese e i propri connazionali. All'estero (sosteneva sempre Severgnini e, per quel poco che ho girato, devo dargli ragione) c'è un approccio radicalmente diverso.
Ad esempio, i francesi sono fieri di essere francesi (noi invece quante volte esclamiamo: mi vergogno di essere italiano!) e, nel momento in cui non condividono una scelta politica, si mobilitano TUTTI per far valere le proprie ragioni e non mollano finché non ottengono un risultato accettabile.
Ugualmente, i tedeschi possono criticare le scelte del loro premier, possono dissentire, ma non lo insultano, non lo disprezzano, non diranno mai "mi vergogno di essere tedesco", e così via.

Ecco, secondo me negli italiani c'è del masochismo: un piacere a dire "vivo in un paese di cacca", "peggio di così non può andare", "stiamo raschiando il fondo" ecc. ecc.
Ebbene, io non sono masochista. Certo, il disagio c'è, è diffuso e certi strati della popolazione vivono situazioni non solo difficili, ma destabilizzanti. Però non penso che il nostro sia un paese allo sfacelo; e credo anche che i mass media trasmettano volutamente messaggi "terrorizzanti".
Perché io, nel mio piccolo, ed è un piccolo-piccolo, è sì vero che vedo i negozi quasi sempre vuoti, però vedo (a Milano) ristoranti sempre pieni, in autostrada autogrill sempre pieni, macchine (tutte nuove, eh, mica catorci!) parcheggiate anche sui marciapiedi, in treno non ne parliamo, perché ormai se non prenoti ti fai Venezia-Milano sul seggiolino del corridoio in qualsiasi giorno e a qualsiasi ora, vedo ragazzini con cellulari che io me li sogno: e allora? mi chiedo, dov'è 'sto Paese disgraziatissimo? Ma siamo veramente sicuri di essere quasi tutti in miseria? Ripeto: ci sono famiglie veramente in difficoltà, ma la mia impressione è che non siano così numerose come ci vogliono far credere i mass-media. Parere personale, eh.

Baci baci,
Melitta
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 3:43 am

guarda Melitta,

da romano, da professionista e da commerciante
posso garantirti che, nonostante tutta la disinformazione del mondo,
(che anche io vedo...)
un periodo così nero per la gente
non lo si vedeva dai tempi dell'austerity

la gente qui, come nelle altre grandi città,
dove solo abitare costa più di uno stipendio
proprio non ce la fa più

e ti parlo del ceto medio
non dei poveri diseredati

affittare una casa a Roma significa spendere almeno 1000 euro al mese
comprarla costa 3000 € al metro in profonda periferia
il traffico fa consumare litri e litri di carburante ad 1,4 € al litro
i beni di prima necessità costano un'esagerazione

certo ci sono i ricchi
sono i medi quelli che sembrano non esserci più...

i ricchi più ricchi
gli altri, tutti più poveri...

questo è quello che vedo e che sento ogni giorno

poi, indubbiamente, un po' di paura c'è

ma non credo sia tutto lì

credo che chi due anni fa
ha comprato una casa di 80 mq in periferia
tutta da ristrutturare
pagandola 300.000 euro
dando in contanti 50.000 euro
e stipulando un mutuo trentennale di 250.000
adesso si trova a pagare una rata mensile di 1450-1500 euro

considerando che un lavoratore a tempo indeterminato guadagna sui 1200
un apprendista sui 900
un part time sui 600

mi pare evidente che in quella famiglia
fatta di marito a 1200
e moglie a 600
con un figliolo a carico
forse la televisione nemmeno viene accesa
sempre che ci sia...

questo è il principale problema delle grandi città
costi alle stelle
e stipendi uguali a quelli del più sperduto paesino
dove magari una casa costa 500 € al metro
ed un affitto 300 euro al mese...

i nuovi poveri stanno qui

Sad

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melitta

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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 1:40 pm

Si, Lone I love you , non discuto i dati sui mutui e sugli affitti e sulla disperazione di chi fa fatica a vivere anche con due stipendi, per non dire poi degli eserciti di giovani (e meno giovani pale ) condannati a fare i precari a vita; o di chi a 50 anni perde il lavoro ed è troppo vecchio per essere assunto da un'altra parte e troppo giovane per andare in pensione: sono tregedie vere, e se ci penso mi viene la pelle d'oca.

Ma, visto che si parla di televisione, anche qua ho qualche dubbio. Quando ero piccola io, e comunque fino a qualche anno fa, vedere la televisione costava praticamente solo canone, corrente elettrica e prezzo dell'apparecchio (che durava anche 25 anni Basketball ).
Adesso invece, con tutti i reality e gli spettacolini musicali (da beauty farm a ballando con le stelle e via discorrendo) oltre a queste spese, sei invogliato pure a TELEVOTARE, perché se non televoti vince uno che non ti garba, anzi proprio quello che ti sta decisamente sulle scatole. E ogni sms mi pare che costi due eurozzi. E arrivano decine di migliaia, forse anche centinaia di migliaia di televoti al giorno. Io mi chiedo: chi li fa, questi sms? Chi è che ha soldi da buttare dalla finestra in questa maniera? Sono solo i ricchi che si trastullano a televotare sempre e tutto quello che vedono in tivvù? Strani davvero, questi ricchi. Pensavo che stessero tutti al ristorante, al cinema, a tatro, alla Scala o alla Fenice: visto che là c'è il pienone, eppure i prezzi sono da svenimento (mio). E allora a casa, a spendersi dieci euro a sera di televoto, chi ci sta? I poveri no di sicuro. Il medio ceto neanche, perchè a dare retta ai dati "ufficiali" sta precipitando nella povertà. E dunque? Rolling Eyes
Risposta mia: facciamo seriamente la lotta al lavoro nero e agli evasori fiscali: perché i soldi ci sono, solo che la gente non può dire come e dove e da chi li ha presi, e allora ufficialmente risulta molto più povera di qquanto sia in realtà.
Sempre parere personale, eh.
Baci baci,
Melitta dubbiosa
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Lonewolf
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 3:21 pm

perdonami melitta

ma non sono affatto sicuro che i soldi ci siano
ma che ufficialmente bisogna fingere di no

l'evasione fiscale...
certo che andrebbe combattuta
ma come?
visto che lo stato tra imposte dirette indirette e balzelli vari
si fa fuori il 60% o più dei guadagni???
credete che l'impresa sia sostenibile a questi costi?
O che i prodotti e i servizi siano competitivi???

ti faccio un esempio
di cui sono purtroppo esperto

la moda è stata sempre un punto forte del made in Italy
che ha dato lavoro e reddito a tanta tanta gente
fino a dieci anni fa

ora no

adesso il made in italy
è fatto in cina
in vietnam
in indonesia
in moldavia
in romania
...

e sapete perchè?
perchè lì gli operai sono poco meno che schiavi
hanno diritti risibili
e costano tra 1 e 5 euro al giorno!

e la gente tutta contenta
a comprare maglioni fatti a Prato
da un'azienda made in italy
che qui ha conservato il titolare, lo stilista e la segretaria
e che i suoi 100 dipendenti italiani
costosissimi e poco produttivi
li ha trasformati in 1500 cinesi
che costano un pugno di riso
vivono in una cantina
con una candela in mezzo
e lì lavorano 12 o 15 ore al giorno!!!!

compriamo cose fatte da schiavi
a patto che costino poco
e poi vogliamo per i nostri figli
costosissime tutele sociali
sanità, contratti, contributi, pensioni

non che non sia giusto
semmai non è giusto premiare chi
sfrutta la schiavitù
per essere competitivo
e ci rende un paese
fuori mercato
barando

ma siamo noi a comprare
tanto costa poco...

tristezza Sad

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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 4:09 pm

Lonewolf ha scritto:
concordo che il pil non è un grande indicatore
ma è sicuramente quello mediaticamente più diffuso...

Non è solo una questione di diffusione mediatica. Il PIL viene purtroppo relamente usato dalla comunità europea come metro di giudizio economico dei paesi dell'unione. Qunado un giorno ci sarà un controllo o un cambio di indicatore, si renderanno conto che l'Italia ha barato, come forse altri paesi dell'unione, e saranno guai.

Per i costi delle case si potrebbero dire molte altre cose. Ma rischierei di parlare per ore.
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 5:03 pm

Non metto bocca sul PIL perché non ne so niente Embarassed .

Per quel che riguarda la moda, sì Lone I love you , hai detto cose sacrosante. Difatti anch'io prima avevo segnalato che i negozi sono vuoti (soprattutto quelli di abbigliamento); ed è verissimo che gli unici vestiti a prezzo conveniente sono fatti chissà dove e in regime di sfruttamento/schiavitù.

Ma, sempre tornando a ciò di cui sono testimone, voglio raccontare questo episodio. Un cameriere di un bar-gelateria di Venezia, sapendo che mio marito lavora in banca, gli chiede che stipendio prende; spiega di essere anche lui ragioniere e di voler puntare a un lavoro più attinente al suo titolo di studio. Mio marito gli dice quanto prende un neo-assunto in banca. Il cameriere si mette a ridere e risponde :"Io quella cifra lì la prendo con le mance! Mica sono scemo, io resto a fare il cameriere qui, grazie e ciao."
Ecco, a casi come questo mi riferivo quando ho parlato di diffusione di dati non veri. Vengono dichiarate cifre che non corrispondono a quelle realmente percepite, e la differenza non è irrisoria.

Per tacere poi dei disoccupati che fanno i camorristi, dei falsi invalidi che guidano da trent'anni i camioncini, dei giovani ufficialmente a carico della famiglia ma che in realtà si arricchiscono spacciando ecstasy e così via.
Vedo tante bugie in quei dati ufficiali, insomma.

E vedo anche gente incazzatissima per l'aumento del prezzo della benzina, che però va a prendersi il giornale in macchina, benché l'edicola sia a cinquanta metri da casa... Twisted Evil

baci baci,
Melitta ancora dubbiosa
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Sab Feb 23, 2008 9:06 pm

A mio parere entrambi dite cose giuste. E' una grandissima verità che il costo della vita, soprattutto, da quando l'unità di misura del denaro è diventato l'euro, si è via via mangiato fette di potere d'acquisto sempre più ingenti. Si sopravvive se si lavora in due e sopravvivere non è esattamente quello che uno sognava per la sua esistenza, se poi in famiglia si ha la sventura che a lavorare sia uno solamente non è più possibile farcela. E' vero anche che per pagare meno tasse le dovremmo pagare tutti. E qui casca l'asino. L'enorme piaga del lavoro nero presente soprattutto al sud, dove sappiamo esistere Stati paralleli a quello ufficiale (Mafia, Camorra, N'drangheta ecc...) fa sì che un'equa imposizione magari intorno al 35/40% diventi, per coloro che pagano, anche intorno al 60% o più.
Poi non è detto che risolvere una situazione simile sia facile, però se tutti ne fossimo coscienti magari qualcosina potrebbe cominciare a cambiare
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Dom Feb 24, 2008 1:12 am

Credo che la maggioranza degli italiani (e degli occidentali in generale) senta la perversa esigenza di soddisfare i bisogni secondari prima dei bisogni primari. C'è gente che si toglie letteralmente il pane dalla bocca per avere l'ultimo modello di cellulare.
I soldi ci sono, come è vero che quelli che ci sono finiscono nelle mani di sempre meno persone. Quindi la classe media ne ha meno. Eppure ha paura di rinunciare agli agi, ai vizi e agli sfizi che prima poteva comodamente permettersi. Non discuto che il fatto di non poterseli più permettere sia un dato preoccupante, dico che è preoccupante anche quanto si è spesso più attaccati a quello che si vorrebbe avere che alla vita stessa.
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Dom Feb 24, 2008 2:26 pm

Avete detto tutti cose sante.
Ma vorrei cercare di aggiungere un punto di vista.

In Italia quello che latita è il senso di responsabilità.
Come se fossero, il male, i problemi, la precarietà, uno stigma del cielo.

Prendiamo le case.
Costano tanto, tantissimo, troppo.
Come gli affitti: pazzeschi.

Ma sono scritti nelle tavole dell'Alleanza?

No.. è che siamo un paese di iene e pezzi di merda. Scusate il termine.
Perchè compro una casa a 5 e la vendo a 50 in quanto LO DICE IL MERCATO.
E quel che dice il mercato mi fa gola. Come si il mercato non lo fanno i venditori e
coloro che ipervalutando guadagnano percentuali più alte.
Per gli affitti è lo stesso. Padroni di casa ne ho avuti.
Senza timore affermo: andrebbero messi al muro e ricoperti di sputi.
Avidi, zozzi, ingordi, disonesti: evadono truccando i contratti, affittano a prezzi deliranti
e non contenti misurano i centesimi o aumentano ogni anno l'affitto di qualche euro.

Occorre, è inevitabile piegarsi ai loro ricatti: ma se venissero espropriati dinanzi
all'evasione delle loro case mangiasangue..

Per non parlare delle case popolari. Fottute: o vuote per anni, o lasciate a chi dichiara
zero, intestando il tetto alla vecchia di famiglia. Ma magari ha 3 negozi.

O le borse di studio. I miei "compagni di lotta" anni fa..
Rubavano con le loro famiglie che possedevano terre e producevano olio e vino,
dichiaravano zero e passa la paura.

Siamo artefici del nostro destino. E la politica ci rappresenta a pieno.

Senza speranza lo dico: perchè è la nostra cultura dell'ipocrita arrangiarsi,
del fottere la cosa pubblica, il bene comune, e poi cercare pure il resto.

Un tassista a Napoli mi accompagnò al Vomero quando iniziavo a lavorare.
Mi parò della disonestò, della sua vita difficile nella follia partenopea.
Arrivati a destinazione mi chiese di sovrapprezzare la corsa, tanto me la rimborsavano i datori.
"Per favore, bastano i soldi di un caffè".
Io, coglione, gli dissi di non sovrapprezzare nulla sulla ricevuta. Il caffè glielo offrivo di tasca mia.
E si prese 5 euro dal resto, per un caffè. Lasciai stare, andai in riunione.
E scoprii, tra le risa dei colleghi finanche comprensivi, che avevo pagato la corsa 30 euro.
Contro i 12 di tutti gli altri.

Questo è il nostro paese. Un paese dove, nonostante continuo a credere di poter vivere,
c'è la netta sensazione che si viva per una precisa scelta:
quella di schiacciare chi ha meno, quella di non riconoscere nello Stato il garante di una redistribuzione
della ricchezza, quella di fregare per primi per non esser fregati.
Ma ancor più di lamentarsi, cercando qualcuno a cui scaricare la propria responsabilità.
O meglio: LA PROPRIA COLPA.

A.
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MessaggioOggetto: Re: Dove andremo a finire   Dom Feb 24, 2008 8:46 pm

seguo con attenzione
e condivido
gran parte di quanto detto

sicuramente il nostro governo
e i nostri governanti
sono figli del nostro modo di essere

quello che mi chiedo però è se lo stato
dopo aver palesemente fallito
nel ridistribuire
ma anche e soprattutto
nel creare
nuova ricchezza

aiutando in primo luogo le imprese ad essere competitive
ed incentivando una qualche forma di redistribuzione di parte degli utili
fatta basandosi sul merito e sulla produttività dei lavoratori

(che non credo io alla storiella del tutti uguali
l'eccellenza va pagata
così come chi rischia in proprio
così come chi si fa il culo...)

se questo stato
non debba per primo fare un passo indietro
allentando la morsa
riscrivendo regole di vivere civile

e favorendo chi le rispetta

è un po' la storia dell'uovo e della gallina

lo stato è così perchè siamo un popolo di cialtroni
o siamo un popolo di cialtroni
perchè lo stato ci costringe a mezzi e mezzucci
che alla fine in qualche modo pagano
mentre la correttezza non paga mai?

l'esempio deve venire dal basso
o dovrebbero essere i rappresentanti
l'elite
a mostrare la via
di una moralizzazione
di una nuova legalità?

come criticare l'evasore
il cui rappresentante in parlamento ruba???

come si insegna la responsabilità
se in parlamento ci sono decine di condannati?

come se ne esce fuori?

no perchè gli stati emergenti
la globalizzazione
ci stanno mangiando vivi

e qualche decisione
economica
finanziaria
sociale
andrà pure presa
per proteggere la capacità produttiva di questo paese

paese in cui mi chiedo
quale mestiere faranno i ragazzi di domani

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