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Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino.
 
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 Fu vera gloria?

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Il grande vecchio

Il grande vecchio


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MessaggioTitolo: Fu vera gloria?   Fu vera gloria? Icon_minitimeMer Set 17, 2008 12:47 pm

Leggevo il "Pendolo di Foucault" di Eco. Mi sono proprio gustato i capitoli dove descriveva minuziosamente i trucchi usati da certi "editori della vanagloria" per far sganciare soldi a scrittori, o presunti tali, ansiosi di vedere il proprio "capolavoro incompreso" pubblicato.
So che l'argomento è già stato trattato, e che solitamente qui all"hotel" non si parla molto di editoria, però riproporrerei la fatidica domanda: "Come valutare la propria predisposizione alle lettere? Non siamo forse troppo indulgenti con noi stessi e pure un poco vanagloriosi?

Guardate un po' cosa ho letto la scorsa notte, facendomi grasse risate. Non è prettamente pertinente all'argomento ma molto istruttivo:
"A voi, banchiere, voglio esporre il prodotto in cifre nette. Esiste un uomo, ha un'avvenire, è messo bene, vive della sua arte, ha bisogno di denaro, ne chiede...
niente. La società intera rifiuta denaro a quest'uomo che domina col pensiero la civiltà e che si appresta un giorno a dominarla col pennello, con lo scalpello, con la parola, con un'idea, con un sistema. Atroce società! non ha pane per i suoi grandi uomini che la arricchiscono e che essa non nutre che di ingurie e di scherni."

Questo brano è tratto da "L'illustre Gaudissart" di Honoré de Balzac. Colui che parla è un imbonitore che cerca di vendere una specie di polizza assicurativa nata per premiare il talento che l'ingiusta società non attribuisce ai poveri geni incompresi. Quante volte noi ci sentiamo tali? quanto siamo obiettivi? oppure è il sistema che annichilisce le anime migliori?

Spero di sentire numerosi pareri a riguardo, ultimamente mi pare di vedere che sul sito siamo sempre in quattro gatti a cantarcela e a suonarcela! coraggio inetrvenite!
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MessaggioTitolo: Re: Fu vera gloria?   Fu vera gloria? Icon_minitimeVen Set 19, 2008 5:48 pm

personalmente, ma forse perchè ho un carattere un po' strano
penso si possa essere buoni giudici di sé stessi
ma solo in pochi momenti di lucidità.
noi conosciamo i nostri pregi e sappiamo anche quelle cose che sulla carta non siamo riusciti a scrivere, abbiao dei nostri romanzi un'idea chiara e globale a differenza del lettore, che solo alla fine riesce a capire tutti i vari nessi e le corrispondenze. di conseguenza sappiamo cogliere molti più particolari non casuali di quanto riesca il lettore
poi c'è la componente affettiva: se tu passi 4 anni a scrivere un romanzucolo o scrivi una poesia presa nella foga artistica ed abbagliante non puoi che voler bene alla tua opera
però a volte ci accorgiamo che ci sono scrittori più bravi, che il reale non è all'altezza dell'ideale ecc
purtroppo questi momenti di lucidità critica di solito sono in minoranza, anche perchè altrimenti molti scrittori in erba si sarebbero lasciati prendere dalla depressione
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Solaris
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Solaris


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MessaggioTitolo: Re: Fu vera gloria?   Fu vera gloria? Icon_minitimeSab Set 20, 2008 4:35 pm

Il grande vecchio ha scritto:
Leggevo il "Pendolo di Foucault" di Eco. Mi sono proprio gustato i capitoli dove descriveva minuziosamente i trucchi usati da certi "editori della vanagloria" per far sganciare soldi a scrittori, o presunti tali, ansiosi di vedere il proprio "capolavoro incompreso" pubblicato.
So che l'argomento è già stato trattato, e che solitamente qui all"hotel" non si parla molto di editoria, però riproporrerei la fatidica domanda: "Come valutare la propria predisposizione alle lettere? Non siamo forse troppo indulgenti con noi stessi e pure un poco vanagloriosi?

Guardate un po' cosa ho letto la scorsa notte, facendomi grasse risate. Non è prettamente pertinente all'argomento ma molto istruttivo:
"A voi, banchiere, voglio esporre il prodotto in cifre nette. Esiste un uomo, ha un'avvenire, è messo bene, vive della sua arte, ha bisogno di denaro, ne chiede...
niente. La società intera rifiuta denaro a quest'uomo che domina col pensiero la civiltà e che si appresta un giorno a dominarla col pennello, con lo scalpello, con la parola, con un'idea, con un sistema. Atroce società! non ha pane per i suoi grandi uomini che la arricchiscono e che essa non nutre che di ingurie e di scherni."

Questo brano è tratto da "L'illustre Gaudissart" di Honoré de Balzac. Colui che parla è un imbonitore che cerca di vendere una specie di polizza assicurativa nata per premiare il talento che l'ini cmgiusta società non attribuisce ai poveri geni incompresi. Quante volte noi ci sentiamo tali? quanto siamo obiettivi? oppure è il sistema che annichilisce le anime migliori?

Spero di sentire numerosi pareri a riguardo, ultimamente mi pare di vedere che sul sito siamo sempre in quattro gatti a cantarcela e a suonarcela! coraggio inetrvenite!

Sono molto realista credo ed essenzialmente mi considero un uomo medio. E' la ricchezza che possiedo e che mi ostino a interrogare.
La mia mente imperfetta, la mia scrittura imperfetta, la mia vita imperfetta.

Per il forum.. purtroppo alcuni amici latitano da un po'.. temo che la vita lasci poco spazio a volte alle cose cui cmq teniamo tanto.
lonewolf per esempio.. mi spiace tanto non leggerlo sulle nostre pagine..

A.
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Airel

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MessaggioTitolo: Re: Fu vera gloria?   Fu vera gloria? Icon_minitimeMer Set 24, 2008 7:00 pm

Solaris ha scritto:

Per il forum.. purtroppo alcuni amici latitano da un po'.. temo che la vita lasci poco spazio a volte alle cose cui cmq teniamo tanto.
lonewolf per esempio.. mi spiace tanto non leggerlo sulle nostre pagine..

A.

Quattro gatti ma buoni Wink Qui mi piace molto, c'è un bel clima... confesso che pure io ho un forum letterario... ovviamente deserto... credo che leggere e scrivere di ciò che si è letto sia faticoso... credo più leggere Sad

Eco è un autore, a mio parere, sopravvalutato. Ho fatto una faticaccia a leggere Loana... e a distanza di un anno non mi ricordo assolutamente nulla. Credo che lo venderò Wink
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melitta

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MessaggioTitolo: Re: Fu vera gloria?   Fu vera gloria? Icon_minitimeGio Set 25, 2008 12:36 am

Eh, caro Airel, oltre che buoni siamo tutti anche molto belli Mad !
Su Eco ho anch'io qualche perplessità: lo leggo volentieri ma non lo adoro. Della "Fiamma segreta della regina Loana" ho ricordi vaghi e fumosi; in compenso, non ricordo praticamente nulla di un altro suo romanzo, letto non più di quattro anni fa, "L'isola del giorno prima" (o era del giorno dopo? Rolling Eyes ).

Venendo al quesito del Vecchierello I love you ... non so rispondere altro che "Che ne so?"
Dal punto di vista di un'autovalutazione dei miei scritti, sono abbastanza allo sbando. Un tronco alla deriva. Credo, come tutti noi, che nel momento (magico) dell'atto creativo si abbia la certezza di scrivere qualcosa di bello, grande, importante. Anche il giorno dopo, rileggendo, si prova un sentimento di felicità.
Poi si lascia decantare. Settimane; meglio, mesi. Si riprende in mano il "pargolo" e si scopre che di speciale, bello, grande, importante, quella cosa ha ben poco. Così poco che verrebbe voglia persino di farla a pezzi. Però nel frattempo "la cosa" è in corso di pubblicazione e non si può fare nulla per bloccare, correggere, rimediare. E quando la vedi stampata, leggi, fai spallucce e pensi ai nuovi pargoli, soprattutto a quello sfornato la notte prima: lui sì bello, vero, grande, importante... E così via.

No, non ho mai sofferto della sindrome del genio incompreso. Anzi, penso di avere avuto più di quanto meritassi. E spero sempre di migliorare... clown

baci baci,
melitta
scriv
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MessaggioTitolo: Re: Fu vera gloria?   Fu vera gloria? Icon_minitime

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